30 Maggio 2011

Ma davvero dobbiamo avere paura dei cetrioli contaminati?

 La questione è se ci dobbiamo allarmare per questa epidemia da cetriolo oppure no. 1 Sì o no? No, perché finora risultano colpite soprattutto la Germania, e poi nell’ ordine la Svezia, la Danimarca, la Gran Bretagna, l’ Austria, la Svizzera e l’ Olanda. In Italia, niente. E tuttavia forse sì, ci dobbiamo preoccupare, perché i numeri non sono tranquillizzanti: dieci morti in Germania e un migliaio di casi, 25 casi in Svezia, sette in Danimarca, tre in Gran Bretagna, due in Austria e in Svizzera, uno in Olanda. Altro elemento preoccupante: l’ epidemia ha, almeno in Germania, un andamento ascendente. Inoltre ogni giorno, da quando è stato lanciato l’ allarme la settimana scorsa, c’ è un nuovo Paese europeo colpito e un bilancio più grave di decessi. I morti finora ci sono stati solamente in Germania e anche gli infettati dei Paesi nordici sembrano persone provenienti da quel Paese (anche se secondo il quotidiano Bild uno dei quattro cetrioli analizzati viene dall’ Olanda). Al momento, sembrano maggiormente colpite le donne adulte. 2 Ma che epidemia è? C’ è un numero imprecisato di cetrioli, probabilmente proveniente dalla Spagna, che contiene la cosiddetta «Escherichia coli» , in sigla «Ehec» , un batterio che si diffonde prevalentemente attraverso le feci dei ruminanti (soprattutto bovini) e provoca la cosiddetta Sindrome emolitica uremica (Hus), una patologia che ha come primo sintomo la dissenteria emorragica. Cioè si va di corpo di continuo e nelle feci si trova sangue. Alle prime avvisaglie, giovedì scorso, l’ Unione europea e la Commissione hanno fatto circolare un’ allerta rapida tra gli stati membri. E’ stato l’ Istituto di Igiene di Amburgo a individuare la partita infetta, prodotta da aziende agricole – e di dichiarata agricoltura biologica – di Almeria e Malaga. Il mistero è che nessun caso è ancora stato denunciato in Spagna, circostanza che ha permesso al ministro spagnolo dell’ agricoltura, Rosa Aguilar, di affermare: «Non c’ è alcuna prova che la contaminazione dei cetrioli provenienti dall’ Andalusia si sia prodotta qui» . Intanto s’ è saputo che partite di cetrioli avvelenati sarebbero stati comprati anche nella Repubblica Ceca, in Ungheria e pure in Lussemburgo. 3 Che significa? Javier Lopez, manager di una delle due aziende messe sotto accusa, dice: «Ho l’ impressione che siamo un capro espiatorio. I cetrioli in realtà sono caduti da un camion durante il trasporto in Germania, ma il cliente ha deciso di venderli comunque al mercato ortofrutticolo di Amburgo. Anche l’ esecutivo dell’ Unione europea ipotizza che la contaminazione potrebbe essersi verificata nelle fasi di commercializzazione del prodotto» . La pista spagnola è comunque dubbia: a Francoforte sono sotto osservazione due mense cittadine alle quali hanno mangiato tutti e 19 i pazienti ricoverati in quella città. Idem a Berlino, dove sono sotto accusa le forniture della Sodexo Services, che servono circa 150 tra asili nido e scuole e 22 mense aziendali. 4 Situazione italiana? Come ho detto, niente. Le autorità sanitarie tranquillizzano e raccomandano di seguire le solite regole di prudenza minima: lavarsi bene le mani dopo essere andati di corpo, sciacquare e risciacquare la verdura, allarmarsi in caso di diarrea col sangue. La Coldiretti teme il «panico indiscriminato» e le possibili, gravi conseguenze commerciali. «L’ Italia ha esportato in Germania verdure e legumi per un valore di 460 milioni di euro. Verificare sempre, sull’ etichetta, la provenienza di cetrioli e cetriolini acquistati» . L’ anno scorso abbiamo importato dalla Spagna oltre otto milioni di chili di cetrioli e cetriolini. Il Codacons ieri ha chiesto che si blocchino tutte le importazioni di questo ortaggio, e in particolare le partite provenienti da Spagna e Olanda. 5 Ma il mondo consuma molti cetrioli? Sa che non ci ho mai pensato? Li coltivavano già gli egiziani. Ci sono patiti famosi dei cetrioli: per esempio Anna Falchi ((ma qui conta la mamma finlandese), la regina Elisabetta II d’ Inghilterra, che mangia sempre sandwich ai cetrioli ogni pomeriggio alle quattro e mezza, il premier russo Vladimir Putin (quelli in salamoia) eccetera. In generale il cetriolo è un alimento base nella cucina nordica e- appunto- in quella russa. Tolstoj racconta di cetrioli fatti maturare sul vapore, nelle feste russe la vodka si accompagna con i cetrioli, e così via. Sa che ci sono tre grammi di cetriolo anche nel Big Mac? Adesso poi vanno forte: chi sta attento alla linea sa bene che il cetriolo è altamente dietetico, appena 14 calorie in cento grammi.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox