20 Giugno 2012

Ma dal prefetto siglato l’ accordo pace fatta tra Atac e macchinisti

Ma dal prefetto siglato l’ accordo pace fatta tra Atac e macchinisti

ANNA RITA CILLIS PACE fatta tra sindacati, Atac e Campidoglio. Ma c’ è voluto l’ intervento del prefetto, Giuseppe Pecoraro, per mettere la parola fine – almeno per il momento – all’ agitazione di alcuni macchinisti della metro B e della nuova B1. Dopo giorni di passione per i romani, ieri, le tre sigle confederali di categoria, come l’ Ugl, Usb e Orsa si sono sedute intorno al tavolo voluto da Pecoraro firmando, poi, con i vertici di Atac e con il Campidoglio, un documento congiunto in cui le parti si impegnano a proseguire il confronto sui turni, sicurezza e impianti e a fornire tutti gli strumenti per far funzionare a al meglio il servizio. Tra le richieste dei sindacati, spiega Pino Ricciardelli dell’ Orsa quella di ridisegnare i turni per i macchinisti che «dovrebbero essere, come si dice in gergo, a “spezzatino” ovvero impiegare una parte dell’ orario di lavoro per condurre la metro mentre l’ altra a per manovrare i treni nei depositi o trasportare convogli in officina». E rivedere l’ organizzazione del lavoro, applicando il piano per la metro A, che «permette con lo stesso orario, 6 ore e 10 minuti una distribuzione che evita il crearsi di turni eccessivamente pesanti» è il punto per Walter Sforzini dell’ Usb. Tutti tempi che verranno affrontati, comunque, nelle prossime ore tra azienda e la categoria. Intanto per Carlo Tosti, ad di Atac, ieri c’ è stato un atto di responsabilità da entrambe le parti: «Mi auguro ora che si possa tornare a un servizio degno di questo nome ». Il banco di prova sarà oggi: e se la tregua non dovesse essere rispettata i lavoratori “ribelli” rischierebbero grosso. Ma la polemica non si è fermata neppure ieri: «È evidente che il prefetto Pecoraro, rifiutandosi di precettare i macchinisti, ha sconfessato il sindaco che li accusava ingiustamente di sabotaggio », dice Alessandro Onorato, capogruppo Udc in Campidoglio. «Ormai Alemanno ha abdicato e non fa più il sindaco, ma solo il candidato alle primarie del Pdl. Per questo vogliamo ringraziare quello che ormai appare sempre più il vero sindaco: e cioè il prefetto Pecoraro, a cui il lo stesso Alemanno ha demandato tutte le questioni più importanti della città, a partire dalla gestione dei rifiuti, per passare al piano nomadi, fino alla metro B1» commenta il consigliere comunale del Pd, Paolo Masini. «Alemanno scarica responsabilità e problemi su chi si trova accanto, senza alcun tipo di vergogna e giustificazione: Roma non ha più un sindaco», rimarca il segretario del Pd Roma Marco Miccoli. A chiudere il quadro il Codacons che oggi depositerà in Procura un esposto affinché la magistratura «accerti fatti e le responsabilità legate ai disservizi sulle linee B e B1». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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