Ma che cosa c`è scritto nella sentenza?
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fonte:
- Il Messaggero
Ma che cosa c`è scritto nella sentenza? “Il decreto del ministro della Salute del 4 agosto 2006 deve essere annullato in quanto la motivazione dell`atto, peraltro esclusivamente orientata nell`ambito delle ragioni sanitarie, non spiega le scelte operate, né queste vengono adeguatamente giustificate sulla base di approfondimenti tecnici sugli effetti dannosi delle sostanze stupefacenti in questione“. Nel dispositivo il Tar spiega che il decreto “dopo avere genericamente constatato che il principio attivo delle due sostanze in questione (delta-8-tetraidrocannabinolo e delta-9-tetraidrocannabinolo) è diverso da quello di altre sostanze stupefacenti, ancora la scelta del raddoppio al minore potere della cannabis di indurre alterazioni comportamentali“ senza tenere conto che, invece, “per entrambi i principi attivi contenuti nella cannabis è prevista un`alta incidenza e intensità di effetti disabilitanti, intesi come grave scadimento della performance psicomotoria“. Perciò, concludono i giudici, il raddoppio della “dose“ consentita di spinelli, passati da 20 a 40, non è davvero congruo. Intanto il ministro Paolo Ferrero sostiene che se i tipi di cannabis sono diversi non è escluso che il governo proponga “più tabelle per famiglie di droghe e per pericolosità delle sostanze“. “Ora ci auguriamo che il ministro Livia Turco eviti ulteriori scontri giudiziari“, ha commentato Carlo Rienzi, presidente del Codacons, uno dei promotori dell`impugnazione. Anche Riccardo Pedrizzi, di An, auspica che la Turco non insista “con il ricorso al Consiglio di Stato“, mentre Luca Volontè dell`Udc si rivolge a Prodi chiedendo che “non autorizzi il ricorso“. Intanto la Turco contrattacca: “Nella sentenza trova conferma l`ipotesi secondo la quale debba ritenersi illegittimo anche il precedente decreto dell`11 aprile 2006, che per primo stabiliva i quantitativi massimi detenibili“, decreto fatto a fine legislatura e per questo “firmato da Berlusconi, quale ministro ad interim della Salute, e da Castelli quale ministro della Giustizia. Dunque, è guerra a colpi di decreti. La tesi dell`Unione è che se il decreto Turco può essere accusato di discrezionalità politica, altrettanto si può sostenere del precedente. “Non faremo ricorso al Consiglio di Stato, ma annulleremo il decreto del precedente governo“, ha poi dichiarato il ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero, che ha anche annunciato la “presentazione di un nuovo disegno di legge tra poche settimane“. La rinuncia nasce dal fatto che il governo punta all`approvazione di una nuova legislazione in materia. “Vorrei arrivare ha sottolineato Ferrero con un ddl condiviso da tutto il governo, sarebbe inutile fare un testo che rischia di restare fermo due anni“. Senza dare giudizi sulla sentenza interviene il senatore dell`Ulivo Ignazio Marino, presidente della Commissione Sanità alla Camera: “E` quanto mai urgente correggere la Fini-Giovanardi“. Intanto l`opposizione spara a zero contro l`Unione e dice che la sentenza “sancisce gli errori“ e la “superficialità“ del centrosinistra in materia di droga. Oggi l`ex vice premier Gianfranco Fini e l`ex ministro Carlo Giovanardi, i “padri“ della legge che l`Unione vuole cambiare, terranno una conferenza per dimostrare la loro teoria. Giovanardi dice: “Quel decreto non è suffragato da motivazioni tecnico scientifiche“. Duri attacchi anche dagli altri partiti della Cdl. Dice Enrico La Loggia di Forza Italia: “E` ora che si cambi rotta, il problema va affrontato in modo serio“. Mentre Antonio Tajani, anche lui di FI, avverte: “La Turco prenda atto della sentenza che ribadisce la mancanza di qualsiasi motivo plausibile per innalzare i quantitativi“.
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