13 Settembre 2002

«Ma bisogna pur mangiare…»

Pochissimi messinesi sapevano dello ?sciopero della spesa? contro l`aumento dei prezzi

«Ma bisogna pur mangiare…»

Un commerciante: io avrei aderito. Il carovita? È tutta colpa dell`euro

?Flop? dello sciopero della spesa nella città dello Stretto. Nonostante l`iniziativa nazionale fosse stata ampiamente diffusa nei giorni scorsi dalle associazioni proponenti, pare proprio che i messinesi non l`abbiano recepita affatto. Quantomeno quelli che ne erano a conoscenza, visto che in tanti non avevano alcun`idea della manifestazione di protesta indetta da Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori per la giornata di ieri contro il carovita e l`aumento dei prodotti di maggior consumo. Aumenti e rincari, in realtà, ravvisati anche in loco e imputati, nella maggior parte dei casi, all`entrata in scena dell`euro, «reo» di aver generato una confusione generale negli utenti e di aver fornito su un piatto d`argento ai commercianti la scusa migliore per arrotondare i prezzi in totale tranquillità. «Non sapevo che fosse stato proclamato questo sciopero ? afferma
Carmela Auditore ? altrimenti avrei aderito subito. Per colpa dell`euro, ormai non si può comprare più nulla». Alla signora fa eco
Ignazio Triboto. Fare la spesa in casa è compito suo. «Ciò che confonde è la moneta ? dichiara ? perché non ci si sofferma a pensare che due euro sono quasi quattromila lire. Non ero a conoscenza di questa manifestazione, sennò l`avrei fatta anch`io. Almeno mi sarebbe rimasto qualche soldo in tasca». Anche chi non attribuisce la colpa di tutto all`ingresso della moneta europea nella vita degli italiani, critica aspramente quei prezzi fatti lievitare così tanto dai commercianti. «Se avessi saputo dello sciopero non avrei preso nulla ? puntualizza
Valerio Belluomo ? per protesta nei confronti dei commercianti. Tutti dicono che a produrre questa situazione è stato l`euro, ma io son convinto che tutti coloro che ne potevano approfittare lo hanno fatto, a totale discapito dei consumatori». Dal movimento che si registra nei mercati e nei supermercati, si comprende subito che l`iniziativa è completamente caduta nel vuoto. D`Altronde, paradossalmente, a esserne informati sono più che i consumatori proprio i commercianti, tra i quali ve ne è addirittura qualcuno (il signor
Santo Lo Duca e sua moglie
Pasqualina Raffa ) che si proclama totalmente d`accordo con lo sciopero «al quale, sapendolo, essendo anche un consumatore, avrei detto sì». Ma non tutti son convinti che l`arma dello sciopero sia, poi, così efficace. «Comprare ieri, oggi o domani non avrebbe cambiato nulla ? ravvisa
Enza Leonardi ? infatti, son certa che chi ha scioperato lo avrà fatto solo dopo essersi rifornito il giorno prima. Allora che senso ha?» Pensare agli acquisti giornalieri fa dimenticare, dunque, gli aumenti tanto lamentati. «Anche se l`euro si spende molto più facilmente della lira ? ammette
Francesco Mondo ? è vero che i rincari ci sono stati. Però è necessario mangiare, quindi, al di là dello sciopero della spesa, di cui non ero, tra l`altro, al corrente, il problema resta». Ma anche per chi sapeva del grido d`allarme lanciato dalle associazioni dei consumatori, il risultato non cambia. «Eravamo a conoscenza della protesta ? spiegano
Michela e
Pina Cacopardo ? ma bisogna pur mangiare». Insomma, per la maggior parte dei messinesi, informati dello sciopero, il problema fondamentale è che aderire ad esso non avrebbe cambiato niente. Anzi, semmai avrebbe impedito ai consumatori di acquistare prodotti freschi, costringendoli ad accontentarsi di quelli del giorno precedente, senza ottenere alcunché. «Le cose costano il triplo ? esordisce
Anna Marotta ? e grazie all`euro non si riesce a mettere da parte neppure un centesimo. Ma uno sciopero fatto così non serve a nessuno, perché domani la situazione sarebbe, in ogni caso, la stessa. I rincari ci sono stati, soprattutto sulla frutta, sulla verdura e sui formaggi. E questa è un`opinione condivisa da tutti. Almeno facessero l`euro di carta, così sarebbe più semplice rendersi conto di quel che si spende». Ma qualche voce «stonata», comunque, c`è. Fuori dal coro si trovano, infatti,
Pina Sciutteri, Angela Natto e Nicola Oteri. All`uscita del supermercato, «beccata» con due buste della spesa in mano, la signora Sciutteri ci dice: «Peccato non essermene ricordata prima! Avrei dovuto segnarlo, da giorni avevo stabilito di non comprare nulla il dodici settembre, ma purtroppo l`ho dimenticato». La signora Natto, invece, lo ricordava perfettamente: «Faccio la spesa solo perché debbo farla alla signora per cui lavoro, altrimenti non avrei acquistato nulla, anche se, probabilmente, sarebbe servito a poco. Affinché una manifestazione di tal genere attecchisca, infatti, dev`essere sostenuta da tutti: una noce in un sacco non fa rumore». Magari non farà rumore, però, il signor Oteri è convinto che, in qualche modo, bisogna pure farsi sentire: «Ogni mattina compro abitualmente un panino con il prosciutto. Ma per dire basta a chi aumenta i prezzi in modo del tutto indiscriminato, stavolta mi sono accontentato del pane comprato il giorno prima». Come dire: una goccia in mezzo all`oceano…

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this