14 Giugno 2006

Ma Adusbef e Codacons contestano i dati Istat

ROMA Nel primo trimestre 2006 le retribuzioni lorde per unità di lavoro equivalenti a tempo pieno (Ula) hanno registrato nella media del complesso dell`industria e dei servizi un aumento tendenziale (ovvero rispetto allo stesso trimestre dell`anno precedente) del 4,8 per cento. Lo rende noto l`Istat, precisando che al netto degli effetti stagionali, l`incremento congiunturale (rispetto al trimestre precedente) è risultato dell`1 per cento. L`Istat comunica che la crescita più sostenuta delle retribuzioni ha riguardato il settore industriale con un incremento del 5,9 per cento mentre nei servizi l`aumento è stato del 3,7 per cento. Gli aumenti più sostenuti nell`industria sono quelli nei comparti relativi alla produzione di energia elettrica, gas ed acqua e alle attività manifatturiere che hanno segnato rispettivamente più 6,1 e più 6 per cento. Se nel primo caso la crescita è legata a incentivi all`esodo erogati da alcune grandi aziende del settore, nel secondo caso sono intervenuti soprattutto aumenti tabellari e erogazioni di arretrati e di una-tantum legati ad importanti rinnovi contrattuali, in primo luogo quello dei lavoratori metalmeccanici. All`interno del terziario, la crescita tendenziale delle retribuzioni più marcata si è registrata nei trasporti, magazzinaggio e comunicazioni (più 5,9 per cento), anche in questo caso a causa, principalmente, di erogazioni legate a rinnovi contrattuali. I dati dell`Istat sulle retribuzioni (+4,8% i salari di fatto nel primo trimestre) non sono credibili secondo i consumatori dell`Adusbef. Di fronte ai “dati ballerini che si contraddicono da soli“, l`Adusbef invita il Governo a fare chiarezza sull`Istat chiedendo la revisione del paniere dei prezzi, i cui pesi non corrispondono ai consumi reali. Anche per il Codacons il dato Istat contrasta con la dura realtà dei bilanci familiari alle prese con salari fermi e prezzi in continua crescita. (

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