17 Febbraio 2017

M5s, Lombardi: “Annullare la delibera per lo stadio a Tor di Valle”. Interviene Grillo: “Non decidono i parlamentari” e lei fa marcia indietro

    M5s, Lombardi: “Annullare la delibera per lo stadio a Tor di Valle”.
    Interviene Grillo: “Non decidono i parlamentari” e lei fa marcia
    indietro

    “Questa è Roma e io non ci sto a vederla martoriata per soddisfare la volontà di qualche imprenditore. Bisogna annullare subito la delibera che stabilisce la pubblica utilità. Mi auguro che l’amministrazione capitolina faccia la scelta giusta e chieda al proponente di avanzare dunque un nuovo progetto che rispetti la legge e la Capitale”. Il post su Facebook arriva dalla deputata romana del M5s Roberta Lombardi. L’uscita dell’esponente della linea ortodossa a Cinque Stelle arriva nella giornata in cui, alle 16 in Campidoglio, è annunciato un sit-in di sostegno alla sindaca Raggi con lo slogan “Virginia non sei sola”. E a tutti replica Beppe Grillo con un post sul blog: “Sullo stadio della Roma decidono la giunta e i consiglieri. I parlamentari pensino al loro lavoro”. E lo stesso Grillo, ancora in convalescenza dopo un piccolo intervento subito la scorsa settimana, potrebbe anticipare a lunedì prossimo il suo ritorno a Roma per definire la questione stadio e per incontrare la sindaca Raggi nei giorni seguenti. Dopo l’intervento del fondatore, LOmbardi torna su Facebook e china la testa: “Verso la giunta e l’amministrazione il massimo sostegno, tant’è che i dubbi espressi dalla sottoscritta sul progetto sono gli stessi evidenziati da Virginia nel post apparso due giorni fa sul blog di Grillo”.

    Nella direzione dell’annullamento della delibera approvata nella consiliatura precedente, quando il sindaco era Ignazio Marino – va la richiesta di Raggi un parere all’Avvocatura comunale per mettere il Campidoglio al riparo da una richiesta di risarcimento danni da parte della Roma. Dopo le dimissioni di Paolo Berdini dall’Urbanistica soprattutto per i contrasti sulla vicenda stadio, e mentre prosegue il casting grillino alla ricerca dei suoi sostituti anche ai Lavori pubblici, alla fine la linea vincente potrebbe risultare proprio quella di Berdini, nonostante tre giorni fa il vicesindaco Luca Bergamo si fosse detto ottimista sulla realizzazione dell’impianto a Tor di Valle.

    E su Tor di Valle, tra i Cinque stelle, parla anche Luigi Di Maio, intervistato da Radio Anch’io su Radio1: quello sullo stadio è un dibattito “surreale perché i cittadini, anche quelli romani, non capiscono perché parliamo di queste cose quando le periferie sono messe male. Anche i tifosi della Roma hanno problemi ad arrivare a fine mese. Noi non siamo mai stati favorevoli al progetto iniziale, ma ci sono delle trattative in corso per vedere se si possono mettere insieme i nostri valori e la possibilità di portare a termine il progetto” ha aggiunto il deputato.

    Molto più lungo e diretto era stato il primo post di Lombardi: “Un milione di metri cubi e uno stadio, un solo stadio. Grattacieli, business park, l’equivalente di oltre 200 palazzi in una zona disabitata da secoli. Sapete perché? Perché è a fortissimo rischio idrogeologico. Se non è questa una grande colata di cemento, allora cos’è?” . E ancora: “Sono sempre stata schietta e ho sempre fatto della coerenza un valore imprescindibile. Non solo in politica, ma nella vita. E anche questa volta lo dico senza mezzi termini: questo non è un progetto per la realizzazione di uno stadio, questo è un piano di speculazione immobiliare che una società statunitense vuole portare avanti ad ogni costo in deroga al nostro piano regolatore, nell’esclusivo interesse di fare profitto sulle nostre spalle. E noi non possiamo permetterlo”.

    Il richiamo è al Campidoglio: “Siamo arrivati al governo della Capitale garantendo che avremmo segnato un punto di discontinuità con il passato. Questo progetto, approvato dall’ex giunta Marino, non è realizzabile. Lo dico da romanista convinta, come sanno molti di voi, ma qui dobbiamo fare tutti uno sforzo in più e capire che si sta parlando della nostra città. Dove siamo cresciuti, dove continueremo a crescere e dove cresceremo i nostri figli. Questa è Roma e io non ci sto a vederla martoriata per soddisfare la volontà di qualche imprenditore”.

    All’attacco del progetto del nuovo stadio si lancia anche il Codacons, che ha annunciato di voler presentare un esposto all’Autorità Anticorruzione e di aver inviato un’istanza d’accesso per verificare la correttezza di tutti i pareri relativi al progetto. “Su un’opera così importante e dall’impatto immenso sulla città non possono essere solo i tifosi a decidere – afferma il presidente Carlo Rienzi – i dubbi sul progetto sono numerosi. La tesi di Raggi circa una possibile causa milionaria in caso di stop allo stadio non sta in piedi. Anche per le Olimpiadi, infatti, la precedente amministrazione aveva già varato atti formali, ma ciò non ha impedito alla giunta Raggi di bloccare il progetto. Siamo favorevoli al nuovo stadio, ma solo a condizione che l’opera non calpesti la sicurezza, l’ambiente e gli interessi della città”. Laconico il commento ancora sul social network di Andrea Severini, ex marito di Virginia Raggi: “Altra occasione persa per tacere.
    Fiducia ai nostri portavoce!” e sembra una presa di posizione pro sindaca e anti Lombardi.

    Intanto sulla vicenda Tor di Valle è intervenuto anche Vittorio Sgarbi, intervistato questa mattina su Radio Cusano Campus. “Il Totti che vuole lo stadio non è uno sportivo, è un amico dei delinquenti – ha detto il critico – evidentemente, avendo il presidente della squadra che è interessato alla speculazione, lo difende. Vuoi lo stadio? Chiedi il Flaminio. Non è che una città così importante si rovina per far fare lo stadio agli americani con un’operazione speculativa che prevede due o tre grattacieli. Roma non può essere distrutta dagli speculatori, chi è d’accordo con Totti non è romanista, non è romano, ma è un
    barbaro. Quello è un progetto immondo, è l’azione più devastante fatta a Roma dopo il sacco di Roma. Questo è il secondo sacco di Roma. Un grande calciatore come Totti non può essere servo di un americano, dev’essere libero. La mia sfida va avanti, altrimenti chiamo l’Isis e gli faccio mettere le bombe sotto i grattacieli. Già hanno fatto saltare le Torri gemelle, sarà il destino di queste due, sono un’esca per terroristi”.

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