17 Dicembre 2019

M5S contro Bankitalia Visco: no alle accuse

popolare di bari scontro sull’ attività di vigilanza
roma «La Banca d’ Italia era allora, è adesso e resterà sempre un’ istituzione all’ esclusivo servizio dello Stato». Nei giorni in cui la tensione per la crisi della Banca Popolare di Bari si fa sempre più accesa e le polemiche finiscono per travolgere la Vigilanza di Bankitalia, il numero uno di Via Nazionale ha preso spunto ieri dal lavoro esemplare che all’ epoca fece Giorgio Ambrosoli nel crac Sindona, e con queste poche, lapidarie parole ha voluto difendere il ruolo e l’ autorevolezza della banca centrale. Una difesa che cerca anche di contrastare le forti critiche del Movimento 5 Stelle che puntano il dito anche contro la scelta di Antonio Blandini a Commissario. Dal governatore Visco nessun riferimento esplicito alla vicenda che in questi giorni infiamma politica e opinione pubblica, ma lo spunto del caso Ambrosoli, raccontato in un “docufilm” presentato ieri in anteprima, serve certamente a Visco per mandare un messaggio a chi dubita dell’ efficacia dei controlli della Banca d’ Italia nella vicenda che ha portato la Popolare di Bari al commissariamento e poi all’ intervento del governo. «La vicenda di Giorgio Ambrosoli non deve essere dimenticata non solo per il ruolo che riveste nella storia di questo paese, ma anche per l’ alto esempio che offre alle giovani generazioni. Oggi viviamo in un clima difficile – avverte il governatore – la situazione economica non è favorevole, si è spesso alla ricerca di illusori capri espiatori» e ne emergono «sentimenti di odio» e «modelli negativi». Le poche parole del Governatore sono poi corredate da un documento di approfondimento che arriva da Via Nazionale e che ricostruisce nel dettaglio le varie tappe del confronto tra Vigilanza e Popolare di Bari. Una ricostruzione che sembra di dovere dopo le critiche che all’ istituto centrale sono arrivate soprattutto dal Movimento 5 Stelle, con Di Maio che rilancia la commissione d’ inchiesta sulle banche e chiede i verbali delle ispezioni per sapere se ci siano stati «omessi controlli», ma anche da Salvini e da Renzi. E i 5 Stelle criticano Bankitalia anche per aver scelto come commissario della Popolare di Bari «il professore universitario che, in passato, era stato indicato dalla stessa autorità come membro del comitato di sorveglianza nel commissariamento di Tercas». Tutto parte dal 2010, ricorda Bankitalia, quando la Popolare di Bari viene sottoposta ad accertamenti ispettivi, che si concludono con una valutazione «parzialmente sfavorevole». Giudizio cui fanno seguito negli anni successivi fasi alterne di apparenti miglioramenti della situazione (che aprono la strada alla controversa acquisizione di Tercas), nuovi richiami su governance e conti e poi sanzioni ai vertici dell’ istituto. Dopo le misure adottate domenica dal Governo, Mediocredito, Invitalia e Fitd sono ora al lavoro insieme ai commissari per valutare l’ entità delle perdite dell’ istituto pugliese e mettere quindi a punto il piano industriale che porterà alla creazione della banca d’ investimenti del Sud, con l’ intento di aggregare poi anche altre banche popolari. Da Bruxelles intanto la portavoce della commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager ha detto che è stata presa nota dell’ adozione del decreto e la commissione è in contatto con l’ Italia, pronta «a discutere la disponibilità e le condizioni degli strumenti disponibili nell’ ambito delle norme Ue». E il presidente del Consiglio di vigilanza bancaria della Bce, Andrea Enria, commenta: «La Popolare di Bari è fra le banche “meno significative”, se così si può dire, e quindi non sotto la nostra vigilanza diretta. Ma naturalmente siamo tenuti informati dalla Banca d’ Italia». In Italia, invece, molte sono le reazioni alle misure varate dall’ esecutivo dopo il commissariamento di Bankitalia. Da parte governativa, il viceministro allo Sviluppo Economico Stefano Buffagni esorta ad andare «come un bulldozer contro i banchieri della Popolare di Bari ora senza timidezza o moderazione! Senza paura e con molta durezza, altrimenti sarebbe un’ occasione persa!». Interviene anche il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei: «Delle responsabilità ci sono state, non entro nelle scelte tecniche, il governo tuteli il bene comune con tutti gli strumenti che ha a disposizione. Certo, non so come si sia arrivati a questi crack». Sul fronte sindacale, invece, la leader della Cisl Annamaria Furlan definisce giusto l’ intervento del Governo, «ma – avverte – serve ora una riforma che cambi la governance delle banche e modifichi il sistema di vigilanza pubblica». «Il Governo è intervenuto tardivamente, quando ormai i buoi erano scappati», critica Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia sostenendo che il decreto approvato domenica è una «soluzione momentanea». Mentre il Codacons ritiene che «le mosse del Governo non siano sufficienti».

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