5 Novembre 2018

M5S ci ripensa: più soldi agli «sbancati»

Filippo Caleri f.caleri@iltempo.it Sono in arrivo probabili modifiche in Parlamento alla norma della Manovra per il risarcimento dei risparmiatori colpiti dal decreto Salva banche firmato da Renzi. Allo studio la revisione al rialzo dell’ attuale 30% delle some perse assicurato nel riparto dei fondi stanziati nella legge di Bilancio. Non solo. L’ intenzione è anche quella di fissare un tetto reddituale, sulla scorta di quanto accade per l’ erogazione del reddito di cittadinanza, al di sotto della quale il rimborso del valore bruciato per legge sarebbe integrale. Questa la strategia in casa grillina dopo le accuse lanciate da Letizia Giorgianni, presidente dell’ associazione vittime del decreto Salva banche, sul tradimento elettorale da parte del MoVimento delle istanze dei correntisti truffati. I pentastellati hanno, infatti, sposato in pieno, prima del voto del 4 marzo, la difesa di coloro che videro sfumare i risparmi investiti nella banca Etruria (che in realtà comprendono anche quelli messi in capitale e obbligazioni di Banca Marche, Cariferrara e Carichieti soggette a default). Gli stessi hanno sempre considerato questi risparmiatori un bacino elettorale importante da rappresentare. Per questo l’ allarme della Giorgianni, giudicato dagli ambienti del M5s un autentico fulmine a ciel sereno, ha mes soin fibrillazione lo stato maggiore dei cinquestelle. Anche per questo Luigi Di Maio ha fissato, in tempi brevi, giovedì prossimo, l’ incontro con la Giorgianni e gli altri rappresentanti dell’ associazione. Sarà l’ occasione per ribadire la sua vicinanza ai cor rentisti falcidiati dal decreto del governo Renzi ma soprattutto per annunciare le probabili modifiche alla norma inserita nella legge di Bilancio. Che dovrebbero riguardare, appunto, un innalzamento della percentuale del 30%, garantito in prima istanza dalla norma in Manovra, e il ristoro integrale a chi ha subìto la perdita se ha una situazione patrimoniale e reddituale al di sotto di una determinata soglia. La linea di difesa del vice premier dovrebbe poi partire da un dato oggettivo e cioè l’ entità delle risorse stanziate per ripagare i risparmiatori che videro azzerati i loro valori obbligazionari per decreto. Si tratta di una cifra superiore al miliardo e mezzo di euro in tre anni. Che dovrebbe essere capiente dunque per rimborsare le obbligazioni delle 4 banche, considerato che il totale dei bond non onorati è, secondo una stima, pari a circa 140 milioni di euro. Non solo. Di Maio dovrebbe ribadire il concetto, implicito nella norma, che le eventuali economie nell’ uso delle risorse negli anni previsti saranno usate fino al loro completo esaurimento. Dunque l’ intero miliardo e mezzo di euro sarà destinato integralmente ai risparmiatori. Insomma gli argomenti per chiarire le posizioni ci sono. Anche se ieri il Codacons è rientrato nella partita chiedendo al governo di pensare anche ai crac successivi e cioè ai 118.994 investitori di Banca Popolare di Vicenza e 87.502 di Veneto Banca che hanno perso in totale circa 19 miliardi di euro. Insomma le associazioni sembrano fare a gara nel mettere il cappello sulle richieste dei rimborsi dei danni provocati dalla mala gestio bancaria. Intanto a gettare acqua sul fuoco, precisando il meccanismo del fondo in Manovra, è arrivato ieri anche il sottosegretario all’ Economia, Massimo Bitonci che ha spiegato che «il ristoro del 30% agli azionisti truffati dalle banche deve essere considerato un acconto». Per Bitonci: «Sono 1,5 i miliardi a disposizione dei risparmiatori truffati dalle banche, importo stanziato nella Manovra, ben 15 volte di più di quanto messo dal Pd dopo anni di Governo. Attraverso l’ arbitrato Consob con domanda super semplificata e puramente documentale, dal prossimo luglio inizieranno i rimborsi per una platea di 300mila potenziali beneficiari, azionisti che potranno veder restituito il 30% di quanto hanno perso. Siamo sempre stati chiari: questo ristoro, che non ha eguali in Europa, deve essere considerato un acconto». «Infatti – ha proseguito Bitonci – come spiega il comma 6 dell’ articolo della legge di Bilancio che sarà approvata entro dicembre, potrà aumentare la misura percentuale dei rimborsi (…) tenendo conto delle risorse effettivamente disponibili. L’ arbitro Consob sarà potenziato, istituendo ben dieci collegi, tra i quali uno o più specializzati per la trattazione di domande presentate dai risparmiatori che hanno un valore Isee non superiore a 35mila euro nel 2018».

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