25 Febbraio 2018

Con il M5S anche il taroccatore di cd

l’ ultimo impresentabile dopo indagati e massoni arriva anche il condannato tasso candidato in puglia si difende: archiviato. ma la sentenza lo smentisce
Gaetano Mineo C’ è anche uno che taroccava cd, tra i 25,5 candidati del MoVimento Cinque Stelle al Parlamento. «Mi sono difeso come era mia diritto in quell’ occasione e non ci fu nessuna condanna: né amministrativa né penale e il caso è stato archiviato», ribadisce l’ interessato Antonio Tasso. Ma, a quanto pare, così alle elezioni non è, perché il candidato pentastellato del 2013 all’ uninominale di Cerignola -Manfredonia (Puglia) è stato condannato in primo grado nel 2007 per violazione di diritto d’ autore a sei mesi di reclusione e due mila euro di multa oltre al pagamento delle spese processuali. La pena è stata sospesa, ma la condanna è rimasta. E, nonostante ciò, fino a ieri mattina, il prescelto di Luigi Di Maio ha afferma to di «aver inviato tutti i certificati giudiziari al M5S, che sono risultati puliti», ma non ha parlato di condanna. Dunque, ennesima grana per il candidato premier pentastellato. Alla luce dei fatti, quella dei candidati cinquestelle, gli inglesi la definirebbero una lista «work in progress». Un elenco di nomi che, tra indagati, condannati, massoni e furbetti a vario titolo, a sette giorni dal voto non ha avuto ancora il sigillo definitivo. A memoria d’ uomo, difficile ricordare una tale pirandelliana vicenda dalla nascita della Repubblica. Il capo politico Di Maio, nelle ultime settimane, appare più un capo contabile dato che, oltre a girare per le piazze per far capire cosa farebbe una volta divenuto premier, è impegnato a far quadrare i conti dei rimborsi, a scovare massoni tra centinaia di elenchi e a verificare, in sostanza, quello che a tempo debito doveva essere verificato. Prima o poi la bolla doveva scoppiare. Un partito che punta a governare un Paese come l’ Italia, non può essere guidato da un solo uomo al comando. Ufficialmente non c’ è una segreteria animata dai vari responsabili di settori, non c’ è un coordinamento territoriale, non c’ è un’ interfaccia politica che possa rassicurare con la massima trasparenza. In estrema sintesi, non può governare un’ enigmatica piattaforma privatista Rousseau. E così, per dirla con il Codacons, sui candidati del M5s è caos più totale. «Ancora una volta le omissioni del M5s si ripercuotono sui cittadini, che troveranno nelle schede elettorali soggetti che non presentano i requisiti per presentarsi come candidati del Movimento», afferma l’ organizzazione dei consumatori. «A vedere il loro codice, sembra proprio che arriverà un altro “errore” – dice Alessia Mo rani, vicepresidente del gruppo Pd -. Ma se eletto, rimarrà comunque in Parlamento. Forse Di Maio ormai non sa più che inventarsi per prendere in giro i suoi stessi elettori davanti a un’ altra svista dell’ infallibile controllo del capo politico». A questo punto, dovrebbe arrivare l’ ennesima espulsione dal Movimento per Tasso. E siamo più o meno a undici candidati cacciati. Numero più che sufficiente per creare un futuro Gruppo Misto in parlamento, qualora gli interessati venissero eletti. Fatto che non può che far gongolare Silvio Berlusconi che proprio ai «cacciati» aveva lanciato l’ amo. Ma Tasso non molla e continua a difendersi, ma senza parlare di condanna. «Se dovessi vergognarmi per una denuncia che non ha sortito effetti – dice ancora il candidato M5S – allora i politici potenti e arroganti che adesso mi attaccano e quelli che sono imputati dovrebbero sparire per sempre dalla scena politica per tutti i danni che hanno causato». Quindi, Tasso conclude: «Il 4 marzo abbiamo la possibilità di sconfiggere l’ arroganza politica che ha distrutto questo paese».

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