12 Aprile 2021

L’Usl della Valle d’Aosta risponde ai dubbi dell’Antimafia: “Ecco perché abbiamo tanti vaccinati nella categoria Altro”

 

Francesca Soro AOSTA. Mentre alla luce delle nuove direttive nazionali la campagna vaccinale valdostana anticiperà le prenotazioni degli over 80 non ancora immunizzati (contattando ognuno di loro) con l’obiettivo di coprirli entro il mese, il direttore generale dell’Usl Angelo Pescarmona e l’assessore alla Sanità Roberto Barmasse chiariscono perché in Valle ci sono tanti vaccinati che però hanno meno di 80 anni, che non sono ospiti di Rsa, né operatori sanitari e sociosanitari, personale Usl non sanitario, forze armate o personale scolastico. Insomma, non prioritari.

«I nostri alti numeri di vaccinati nella categoria “altro” meritano un chiarimento sia perché sono stati oggetto di evidenziazione da parte dell’Antimafia nazionale e del Codacons Valle d’Aosta sia perché la campagna vaccinale valdostana registra un buon funzionamento. Questi numeri non sono il risultato di furbetti, come si sta leggendo ovunque, ma hanno un’origine completamente diversa, legata ai tanti cambiamenti avvenuti da inizio campagna e alle scelte fatte per integrarli» dice Pescarmona durante la conferenza stampa organizzata oggi alle 12. «La nostra campagna ha numeri ottimi, è importante che i cittadini abbiamo fiducia e soprattutto si vaccinino» dice l’assessore.

Il numero uno dell’Usl spiega che «su 9.699 vaccinati valdostani nella categoria “altro”, circa 3.500 sono i vaccinati dal 10 febbraio quando è arrivato AstraZeneca che però all’epoca poteva essere utilizzato solo sotto i 55 anni. Altri 5.500 sono i vaccinati con Pfizer appartenenti al cluster 3 del sistema di stratificazione che tiene conto non solo dell’età ma anche di fragilità e cronicità, quindi ci sono persone più giovani vaccinate prima o in contemporanea con gli anziani. Il resto sono persone del soccorso, del volontariato, ma anche categorie come detenuti e polizia penitenziaria».

La scelta fatta all’inizio dalla Valle di utilizzare il sistema di stratificazione per età e patologie «è poi stata copiata a livello nazionale con la circolare ministeriale delle raccomandazioni dove sono stati inseriti i soggetti fragili che noi avevamo già cominciato a vaccinare a gennaio» precisa il direttore generale.

Per quanto riguarda la categoria «altro», si innesta anche la questione delle forniture: «Facendo qualche calcolo noi abbiamo ricevuto finora il 25 per cento di prodotto rispetto alla popolazione, mentre altre regioni il 30. Ma soprattutto abbiamo ricevuto più AstraZeneca di altri, il 28 per cento, proprio il farmaco che fino a pochi giorni fa eravamo obbligati a somministrare solo alle categorie speciali di personale scolastico e forze dell’ordine e poi alla categoria “altro”». Altro aspetto: «Ogni volta che cambiano gli indirizzi, le raccomandazioni e i consigli nazionali a noi sembrava serio metterli in atto senza disdire la prenotazione già generata, in particolare per gli anziani».

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