5 Gennaio 2007

L`urlo dei Maya scuote Rutelli Stop ai minori non accompagnati

Persino il ministro dei Beni culturali è intervenuto sulle polemiche che hanno investito il film di Mel Gibson sulla caduta dell`impero Maya “Apocalypto“, passato in censura senza alcun divieto per i bambini e i ragazzi nonostante le numerose scene di estrema violenza. Francesco Rutelli ha fatto sapere di aver chiesto al distributore italiano, la Eagle Pictures, di invitare gli esercenti a “sconsigliare e scoraggiare“ l`ingresso ai minori non accompagnati nelle sale dove il film verrà proiettato. La pellicola sarà da oggi in tutti i cinema italiani. In Sardegna verrà proiettata in molte sale: al Quattro Colonne di Sassari, al Cineworld di Cagliari, al Warner Village di Quartucciu, nelle multisale di Oristano e Santa Giusta. L`amministratore delegato della Eagle Stefano Dammicco ha accolto l`invito del ministro, come lo hanno accolto le due grandi associazioni di esercenti Anem e Anec. Così oggi il pubblico sarà in qualche modo avvisato della crudezza di alcune e scene e i minori non accompagnati saranno sconsigliati di entrare, ma certo nessuno potrà impedire loro l`accesso in sala, visto che il film non è vietato. Intanto monta la protesta contro la decisione, appunto, di non vietare il film, e se il Codacons annuncia che presenterà un esposto al Tar del Lazio chiedendogli di pronunciarsi con urgenza, il parlamentare della Margherita Riccardo Villari si rivolge al Commissario europeo alla Società dell`informazione e ai media, Viviane Reding, chiedendo in una lettera che la Commissione europea, per quanto è in suo potere, “valuti con accuratezza“ la vicenda del mancato divieto. Politici e psicologi, poi, fanno fronte unico nel sostenere che il giudizio della commissione di censura vada rivisto e che la attuale legge sulla questione è inadeguata. “Occorre ritornare su una scelta che lede profondamente qualsiasi concezione di tutela dei minori dalla violenza e fa torto grave al nostro paese“, dice la presidente della Commissione bicamerale per l`infanzia Anna Serafini (Ds). Più articolato il giudizio del ministro delle politiche per la famiglia, Rosy Bindi, la quale afferma di non ritenere la censura “lo strumento elettivo per accompagnare i bambini e gli adolescenti nel processo di crescita e nella difficile strada che li porterà a distinguere il bene dal male“. Ma allo stesso tempo afferma che “le famiglie non possono essere lasciate da sole davanti a vicende come quella di Apocalypto, serve un maggior investimento educativo sui contenuti“. Anche la senatrice del Partito della Rifondazione comunista Tiziana Valpiana, membro della commissione bicamerale infanzia, non crede che di fronte a questioni come quella sollevata dal film di Mel Gibson “e a tante altre produzioni, sia di fiction sia giornalistiche, ci si possa limitare a chiedere che la pellicola venga vietata ai minori. La censura – spiega – è sempre sbagliata. è più saggio che siano i genitori protagonisti di una scelta nel campo della fiction, ma non posso nascondere il disagio che provo di fronte al bombardamento mediatico di atti violenti“. Drastico il capogruppo dei Verdi in commissione cultura alla Camera, Roberto Poletti che chiede “l`azzeramento per manifesta incapacità di tutelare gli interessi dei minori e dei cittadini italiani della quarta sezione della commissione di revisione cinematografica, che ha giudicato Apocalypto“. Campionario di atrocità girato con le tecniche del videogioco: è unanime il parere degli psicologi, convinti che l`assenza, anche se occasionale, di un addetto ai lavori nella commissione di revisione cinematografica abbia pesato sul via libera senza restrizioni al film. “Non è un problema di censura“, chiarisce Anna Oliverio Ferraris, docente di Psicologia dello sviluppo all`università La Sapienza di Roma. “Ma vanno date indicazioni precise ai genitori, che altrimenti sono convinti che si tratti di un film per tutti. Al cinema si è completamente passivi e i messaggi si imprimono nella memoria e suscitano reazioni emotive che il bambino si porta dietro nel tempo, anche perché non ha la maturità per rielaborarli. è inutile spaventare i fanciulli: non sono adulti in miniatura, crescono gradualmente e non vanno traumatizzati“. Anche Maria Rita Parsi, psicopedagogista e presidente della Fondazione movimento bambino, è convinta che il film “andrebbe vietato almeno ai minori di sedici anni, tanto più perché è girato con le caratteristiche e la tempistica del videogioco e quindi confezionato ad uso e consumo dei ragazzi. Ho letto che in commissione mancava lo psicologo e che i gettoni di presenza per i componenti sono ridicoli: ma non è un problema di soldi, sono certa che tanti colleghi presterebbero la loro opera anche gratis pur di tutelare i ragazzi. Il problema, piuttosto, è l`atteggiamento di totale indifferenza da parte dei media nei confronti della psiche e dello sviluppo psicofisico dei bambini: abbiamo appena visto in tutti i tg Saddam con un cappio al collo, un signore in carne e ossa che stava per essere ammazzato dal boia. E` una vergogna che suscita indignazione, anche perché i ragazzi o rimuovono certe scene e le immagazzinano nell`inconscio, oppure ne traggono un`eccitazione estrema, angosciosa che poi può tradursi in gesti negativi“. Intanto il film sarà proiettata a partire da oggi anche a Matera, dove fu girato “The Passion“. Una parte della precedente pellicola di Gibson sulla passione di Cristo, nell`autunno 2002, venne ambientata nei rioni Sassi, nel parco rupestre e in alcune località della provincia.

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