14 Ottobre 2013

Lupi: «Air France paghi o altri partner»

Lupi: «Air France paghi o altri partner»

di Andrea Di Stefano wROMA Assemblea d’ altri tempi oggi per gli azionisti di Alitalia. Sino all’ apertura dei lavori, alle 17, rimarrà infatti l’ incognita sul comportamento del socio-alleato francese. Air France-Klm per ora resta in attesa: ha posto le sue condizioni e sottoscriverà l’ aumento di capitale di Alitalia solo se saranno soddisfatte. «Mi auguro che Air France ora sottoscriva l’ aumento di capitale», altrimenti verrà meno ogni vincolo alla ricerca di nuovi partner. E, in questo caso, «il governo lavorerà per altre alleanze internazionali», ha ribadito ieri il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi. La compagnia francese prima di impegnarsi nell’ aumento di capitale da 500 milioni di euro ha chiesto in modo ultimativo che Alitalia rinunci ad aprire nuove rotte e a comprare nuovi aerei: per l’ alleato d’ Oltralpe l’ ex compagnia di bandiera italiana deve essere ridimensionata e le destinazioni a lungo raggio vanno concentrate su Parigi e Amsterdam. Ieri Lupi ribadendo che «lo Stato non ha messo un euro delle tasche dei cittadini e non ripianerà di un euro i debiti che i privati hanno creato» ha anche espressamente lanciato un messaggio a Parigi: «Se Air France non dovesse sottoscrivere passerebbe al 10-11% e non potrebbe più esercitare i vincoli del patto parasociale». Le affermazioni di Lupi non hanno convinto il Codacons: «È vero esattamente il contrario» afferma l’ associazione dei consumatori, convinta che «saranno proprio gli utenti, attraverso una società controllata al 100% dal Tesoro, Poste Italiane, a ripianare i debiti della compagnia aerea». Un monito l’ ha lanciato anche Matteo Renzi: preferisco i «coreani alla Cassa depositi e prestiti. Lo stato non dovrà mettere un cent per salvare la cordata di azionisti privati che ha fallito, mentre deve intervenire per tutelare i lavoratori». Nel merito delle alleanze «se i soci italiani vogliono cedere la maggioranza azionaria, l’ unica possibilità è Air France», spiega Andrea Boitani, professore di Economia politica alla Cattolica di Milano. Con Ethiad o Emirates, ragiona, «si perderebbe lo status di compagnia comunitaria e non si potrebbe volare liberamente in Europa. Possono avere interesse a entrare nel capitale e lasciare il controllo a soci che mantengano l’ italianità della compagnia», osserva, convinto che «una soluzione extra comunitaria possa esistere solo se i soci italiani sono disposti a tenere la maggioranza». Non solo. In questo caso, secondo Boitani, Air France dovrebbe uscire. «Escludo che la compagnia francese sia disponibile a condividere Alitalia con Ethiad». ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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