8 Agosto 2007

L`Up risponde a Bersani. Consumatori: basta scaricabarile e stop alle accise

Nessuna mossa demagogica ma solo il dovere di accendere i riflettori sui prezzi della benzina che in Italia sono troppo alti

L`Up risponde a Bersani. Consumatori: basta scaricabarile e stop alle accise “Nessuna mossa demagogica ma solo il dovere di accendere i riflettori sui prezzi della benzina che in Italia sono troppo alti“. Il ministro dello Sviluppo economico Pier Luigi Bersani ha spiegato così il motivo per il quale ha convocato l`Unione petrolifera venerdi prossimo in seguito alle polemiche sui prezzi dei carburanti dopo che le statistiche hanno indicato l`Italia al primo posto per il costo del gasolio nell`Unione Europea e al terzo per quello della benzina. “Non c`è nessuna pretesa di intervenire sui prezzi – chiarisce il ministro – perchè le regole certamente sono altre. Quando facciamo queste verifiche sull`andamento dei prezzi inviamo le risultanze all`Antitrust a cui tocca eventualmente valutare“. L`Up: non c`è cartello. “Non c`è nessun cartello e nessuna speculazione“, ha replicato il presidente dell`Unione Petrolifera, Pasquale De Vita. Venerdì “chiederemo come mai la forbice tra i prezzi italiani e quelli europei tende ad allargarsi anche notevolmente nel momento in cui gli automobilisti vanno in macchina in vacanza“, ha insistito il ministro Bersani. Ma secondo l`Up, in base ai dati mensili rilevati dal ministero per il 2006 il mese di maggior consumo per la benzina venduta sulla rete è stato maggio (con 1 milione e 94 mila tonnellate) e anche luglio è stato superiore ad agosto (rispettivamente con 1 milione e 90 e 1 milione e 78 mila tonnellate). Ciò vale anche per il gasolio, che risulta più venduto a luglio (1milione 421mila tonnellate), che non ad agosto (1 milione 313 mila tonnellate). E anche il differenziale dei prezzi con l`Europa, che nel periodo natalizio si ritiene aumenti, nello scorso anno per la benzina è invece sceso mediamente a dicembre da 0,049 di novembre a 0,041 euro/litro e analogamente per il gasolio è diminuito da 0,044 a 0,039 euro/litro. Agip abbassa di 2-4 centesimi. Intanto, dopo la comunicazione di un ribasso, da lunedì mattina, di 2 centesimi di euro sul prezzo della benzina, Agip ha precisato che già da alcuni mesi è attivo Iperself, la modalità di vendita che, nell`orario di chiusura – notturna, diurna, per turno e festiva – dei distributori permette di usufruire di uno sconto di 4 centesimi, rispetto al listino del servito, su ogni litro di benzina senza piombo, blu super, gasolio, blu diesel venduto attraverso self-service pre-pay. La Cgia: carburanti più cari un anno fa. Secondo una ricerca della Cgia di Mestre (Associazione artigiani e piccole imprese) anche se molto elevati, rispetto allo stesso periodo del 2006 i prezzi sono in leggero calo. L`anno scorso il prezzo medio al litro (sia servito che self-service) era pari a 1,393 euro, prezzo che oggi si attesta su 1,353 euro. Una variazione che, secondo i calcoli Cgia, permette un risparmio sul pieno di benzina di 1,6 euro per le auto di piccola cilindrata. Risparmio che sale a 2,3 euro per le auto medio/superiori, e a 2,4 euro per le monovolume: nel 2006 un pieno costava circa 83,1 euro, mentre oggi si attesta attorno agli 80,7 euro. Codacons e Telefono Blu: scioperi dei consumi.Sciopero bianco degli automobilisti il giorno di Ferragosto per far fronte alle “speculazioni“ dei petrolieri sul prezzo della benzina. L`idea, ma non si sa quanti potrebbero essere a seguirla, è del Codacons, che invita i cittadini anche a “boicottare, nei giorni 13, 14 e 15 agosto, quelle marche di benzina che non ridurranno già da oggi il prezzo alla pompa di almeno 3 centesimi di euro al litro“. Il presidente del Codacons Carlo Rienzi ha invitato “i cittadini a non utilizzare l`automobile per i loro spostamenti nel giorno di Ferragosto, preferendo mezzi di trasporto alternativi come biciclette, treni o pullman e, laddove sia impossibile rinunciare alla macchina, limitare fortemente i consumi“. La minaccia di Telefono Blu, invece, è la seguente: se lo Stato non rinuncerà alle accise sugli aumenti della benzina, “saremo costretti a invitare milioni di italiani a ridurre i consumi“. Il Governo deve fare la sua parte, non partecipare allo scarica-barile. Ridurre le pompe non è servito a nulla e questa è l`ennesima dimostrazione. E che dire – aggiunge l`associazione – di una politica energetica che non si rende indipendente dal petrolio? Insomma, se le cose non cambieranno, faremo una campagna d`autunno molto forte“. Adoc: stop accise. Anche l`Adoc chiede al governo di rivedere l`attuale sistema delle accise e di diminuire sensibilmente il costo della benzina. Secondo l`associazione, infatti, il prezzo del carburante è aumentato di circa 5 centesimi a ridosso dell`esodo per effetto della speculazione operata dalle compagnie petrolifere, che causa perdite di centinaia di euro ad ogni cittadino. “I cittadini hanno subito un aggravio di spesa di 210 euro annui – commenta il presidente dell`Adoc Carlo Pileri – a fronte di un guadagno ingiustificato dei petrolieri di 1 miliardo e mezzo di euro. Fare un pieno, considerando anche il cambio favorevole dell`euro sul dollaro, dovrebbe costare 3,5 euro in meno. Per questo chiediamo ai petrolieri di fermare questa irritante speculazione e di diminuire di 7 centesimi il costo della benzina“. L`anomalia italiana. Da più parti, in ogni caso, si è spesso puntato il dito su quella che sarebbe un`anomalia italiana, il peso eccessivo delle accise sui carburanti. “Sarà certamente giusto dire che occorre avere la distribuzione di benzina anche nei supermercati, per avere più concorrenza e prezzi più bassi. Ma c`è qualcosa di molto più importante che manca nel consueto dibattito estivo sul caro-benzina. Ed è la questione fiscale, anche in questo caso a livelli da vera e propria emergenza“, afferma il presidente della Commissione Attività Produttive della Camera Daniele Capezzone. I consumatori chiedono anch`essi una modifica del meccanismo dell`accisa, trasformandola da fissa a mobile come prevede il provvedimento Bersani in attesa al Senato, ma affermano che il sistema di tassazione è stato “troppe volte invocato per nascondere le reali inefficienze del sistema“ perché “si colloca in una media attorno al 64-65%, soglia ben superata da altri Paesi quali l`Inghilterra, la Germania, la Francia e il Belgio, con percentuali oscillanti attorno al 70%“. Speculazione e inefficienze. Il caro-carburanti italiano, dicono invece i consumatori, deriva da “tre questioni fondamentali: da un lato una speculazione derivante dalla doppia velocità, attuata dai petrolieri, con cui si determina il prezzo del carburante, dall`altro da un sistema industriale inefficiente che determina costi tra i più elevati in Europa, ed inoltre da una rete di distribuzione anch`essa inefficiente da innovare e razionalizzare, con l`apertura della vendita nella grande distribuzione, dove si possono risparmiare 8-9 centesimi di uro per ogni litro di carburante“.

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