11 Agosto 2020

L’Unità di Crisi della Farnesina ha elaborato un Vademecum

 

Il Codacons ha chiesto al ministero della Salute di imporre il tampone obbligatorio per tutti i cittadini che rientrano in Italia dopo periodi di villeggiatura nei paesi stranieri. Intanto, ecco i nomi dei paesi dove si rischia di meno: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria, Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino, Stato della Città del Vaticano, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord.

I Paesi non consentiti

Dal ministero degli Esteri arriva comunque un consiglio: «I cittadini italiani e gli stranieri residenti in Italia, prima di partire per un viaggio turistico all’estero, sono consigliati di verificare quali sono le regole stabilite nel Paese di destinazione e negli eventuali Paesi di transito». Dpcm che prevedono il divieto di ingresso in Italia alle persone che, nei 14 giorni antecedenti, hanno soggiornato o sono transitate per uno dei seguenti Paesi: Armenia, Bahrein, Bangladesh, Bosnia Erzegovina, Brasile, Cile, Kosovo, Kuwait, Macedonia del nord, Moldova, Montenegro, Oman, Panama, Perù, Repubblica dominicana, Serbia. Non manca qualche eccezione: possono rientrare in Italia da questi Paesi i cittadini italiani, Ue, inglesi, di Andorra, Principato di Monaco, San Marino e Vaticano e i loro stretti familiari, a condizione che siano residenti anagraficamente in Italia da data anteriore al 9 luglio 2020. Possono rientrare anche funzionari e agenti della Ue.
Isolamento fiduciario

L’obbligo di isolamento fiduciario (stare a casa per 14 giorni) dipende dallo Stato di provenienza e dal momento di entrata in Italia. Chi entra o rientra da Austria, Belgio, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria, Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord Andorra, Principato di Monaco, San Marino e Vaticano non deve sottoporsi a isolamento fiduciario, purché non abbia soggiornato in un Paese diverso da questi nei 14 giorni anteriori all’ingresso in Italia.
In caso di emergenza

In caso di emergenza, è opportuno rimanere costantemente informato sugli sviluppi della situazione attraverso i media, inclusi i social network. In molti Paesi, la Polizia locale dirama indicazioni attraverso il proprio account ufficiale. Se le reti di comunicazione (telefono, internet) lo consentono, è meglio comunicare la propria posizione all’Ambasciata, al Consolato, o all’Unità di Crisi, anche per far sapere che si sta bene. Infine, meglio restare in contatto con i tuoi familiari e amici in Italia.

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