7 Aprile 2019

Lunedì i risparmiatori a palazzo Chigi, Conte media

il pressing. si va verso due decreti, sulla platea dei risparmiatori e sull’ ente erogatore
Casaleggio controil Garante Soro,è attacco politico «A capo del Garante della Privacy non può starci un excapogruppo del Pd, ma neanche un politico in generale, ci deveessere un professionista che mantenga la propria autonomia». Affondo sull’ Authority di Davide Casaleggio, che dopo il caso della multa del Garante all’ associazione Rousseau parla di «un attacco politico«. Immediata arriva la replica da partedi Antonello Soro, che rivendica la propria indipendenza dicendoche fanno fede i provvedimenti assunti e fa sapere al figlio delguru del M5s che «può ricorrere algiudice ordinario». ROMA. Si fa sempre più insistente il pressing dei due vicepremier sul tema dei rimborsi ai risparmiatori traditi, in vista dell’ incontro a Palazzo Chigi in programma per lunedì. Sia Matteo Salvini che Luigi Di Maio vogliono risolvere in fretta la questione, con l’ obiettivo di arrivare al Consiglio dei ministri di martedì con la soluzione in tasca. Nel frattempo, alcuni dei circa 300mila risparmiatori incappati nei crac bancari hanno fatto da soli, rivolgendosi all’ arbitro della Consob e ottenendo soddisfazione. «Dobbiamo mantenere la promessa di risarcire i truffati. È una follia, ci sono i soldi ma manca una carta che eroghi i soldi», ha ripetuto ancora una volta Di Maio, ricordando che «il governo è amico di quelle persone», quindi «lunedì si fa quest’ incontro, poi o si fanno i decreti o si erogano i soldi direttamente, senza arbitrati». Stessa linea Salvini, secondo il quale «è già passato troppo tempo: abbiamo messo – ricorda – quasi due mesi fa un miliardo e mezzo a bilancio. Bene i tecnici che approfondiscono, studiano e riflettono però c’ è un limite all’ approfondimento perché la gente, giustamente, il mutuo lo deve pagare e non ha tempo. Il convitato di pietra di queste dichiarazioni, come noto, è il ministro dell’ Economia Giovanni Tria, convinto che si debbano rimborsare tutti, ma rispettando le regole. Regola che potrebbe essere contenuta in due decreti attuativi su cui sarebbe stato raggiunto un accordo di massima. Il primo decreto dovrebbe definire la platea degli aventi diritto, circa 320mila persone: di queste il 90% avrebbe diritto al ristoro diretto, avendo un reddito entro i 35mila euro e un patrimonio immobiliare entro i 100mila euro; il 10% dovrebbe passare attraverso il vaglio di una commissione. Il secondo decreto servirebbe invece ad assegnare ad un ente, che potrebbe essere Consap, i poteri di erogazione dei ristori. Una soluzione vicina a quella proposta dal Codacons (ma non da molte altre associazioni), che chiederà indennizzi automatici e integrali per tutti i risparmiatori con un reddito inferiore ai 35mila euro, prevedendo arbitrati per chi ha redditi superiori. A sbrogliare la matassa dovrà essere il premier Giuseppe Conte, che ha avocato a sé tutta la materia nel tentativo di mediare tra Tria e Di Maio, passando dall’ accordo con i risparmiatori.

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