6 Marzo 2003

Lunedì in aula alla Camera il decreto frena-ricorsi

Incontro tra Ania e consumatori, che oggi sono convocati dal governo. Lunedì in aula alla Camera il decreto frena-ricorsi

Rc auto, spunta il blocco per i ?buoni?

Chi non ha provocato incidenti potrebbe restare fuori dai rincari tariffari




ROMA ? La spinosa vicenda dei rincari e dei rimborsi Rc auto si avvicina alla stretta finale. Lunedì il decreto frena-ricorsi andrà all?esame dell?aula di Montecitorio e poi passerà al Senato. Si prevedono sostanziali modifiche rispetto alla prima versione, ma il testo potrebbe anche essere affossato se non trovasse una minima base di consenso tra gli utenti. Intanto il fronte dei consumatori è ancora spaccato e questa divisione si ripercuote sulle trattative con il governo, mentre spunta la possibilità di congelare per un anno le tariffe a vantaggio degli assicurati che non abbiano provocato incidenti. Oggi uno dei vice del ministro Marzano, il sottosegretario alle Attività produttive Valducci, ha convocato su tavoli separati da una parte le quattro associazioni dell?Intesa, dall?altra gli aderenti alla Coalizione insieme ad Altroconsumo. La stessa Intesa si è incontrata ieri con il vertice dell?Ania, che rappresenta le compagnie. Al centro della discussione il bonus da 100 euro proposto per sciogliere il nodo dei rimborsi, evitando il tribunale. Il bonus – suggerisce l?Intesa – dovrebbe risarcire gli automobilisti danneggiati dalle 39 società d?assicurazione che l?Antitrust ha condannato per aver fatto “cartello“ ai danni degli utenti. L?Ania non fa muro ma chiede tempo per approfondimenti tecnici, perché – argomenta il neo-direttore generale Galli – «dobbiamo capire che cosa vuol dire». Sembra di capire che l?associazione sia pronta a concedere qualcosa, a patto di rispettare l?equilibrio dei conti, poiché – avverte ancora Galli – «non si può rischiare di mettere a repentaglio la solvibilità e la solidità finanziaria delle imprese». Comunque, «siamo seriamente intenzionati a trovare un punto d?incontro».
Sul negoziato diretto tra i contendenti il governo punta molto. Lo seguiamo con attenzione, – dice Marzano – pronti a «recepirne i risultati», ma anche a «integrare le indicazioni». In un?audizione al Senato il ministro ha ribadito che le regole della Ue vanno rispettate e che quindi è escluso il blocco delle tariffe d?imperio. Da Bruxelles – ha ammonito – potrebbe arrivare una sanzione contro l?Italia per il blocco attuato qualche anno fa dal centrosinistra.
Del tutto spontaneo, invece, sarebbe il congelamento per un anno emerso nei contatti tra Ania, Altroconsumo e Coalizione dei consumatori. Secondo questa ipotesi, le tariffe subirebbero un aumento medio del 10 per cento, però dal rincaro resterebbero fuori gli automobilisti che non hanno causato sinistri. «E? un provedimento – precisa il presidente di Altroconsumo, Paolo Martinello – che da solo vale 2 miliardi di euro». Ad esso si accompagnerebbero il taglio dei picchi tariffari per i neo-patentati e la conservazione della classe di merito (cioè il bonus) per gli assicurati che adesso vengono retrocessi al livello più oneroso nei casi di incendio, furto e demolizione della vettura, oppure di acquisto di seconda o terza auto. Altroconsumo, poi, insiste per un?importante modifica al decreto frena-ricorsi: consentire una vertenza collettiva quando il comportamento scorretto di una compagnia abbia danneggiato una pluralità di assicurati. In questi casi le associazioni di consumatori potrebbero rappresentare gli utenti, ai quali andrebbe un risarcimento globale.

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