Lunardi: «Non ho colpe»
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fonte:
- Giornale di Vicenza
Roma. «Non ho niente da rimproverarmi, non è competenza del mio dicastero fare assistenza stradale». Si difende il ministro dei Trasporti Pietro Lunardi, investito dalla bufera di polemiche sulla gestione dell?emergenza maltempo e sul blocco della Salerno-Reggio Calabria che ha imprigionato centinaia di viaggiatori. Non bastava dunque lanciare l?allarme 36 ore prima, era compito della Protezione civile intervenire. Sarà questa la linea di difesa del ministro quando domani in commissione Ambiente alla Camera il governo sarà chiamato a spiegare come è stato possibile, a un anno dalla paralisi dell?A1 e con tante ore di anticipo di allerta meteo, che nessuno, nemmeno una pattuglia stradale, sia intervenuta a fermare gli automobilisti che si immettevano ignari nel tratto in cui è avvenuto il blocco completo della viabilità. E dovrà spiegare anche come è stato possibile che per ore e ore nessuno sia intervenuto con qualunque mezzo di soccorso. Le richieste di dimissioni avanzate dal centrosinistra vengono rinnovate. «Il vicepresidente del Consiglio Follini ha fatto bene a chiedere scusa – ripete il presidente del gruppo Ds alla Camera Luciano Violante – ma questo non giustifica l?operato di Lunardi, che a nostro avviso deve andarsene». Così, Violante conferma che il centrosinistra sta preparando una mozione di sfiducia nei confronti del ministro «colpevole». Sulla stessa linea il Verde Paolo Cento che insiste: «Lunardi si presenti in Parlamento dimissionario. Sotto la neve sono cadute le illusioni del governo Berlusconi che ha parlato di grandi opere come il ponte sullo Stretto ma poi si è rivelato incapace di gestire una semplice nevicata in autostrada».
Ma il premier Silvio Berlusconi non ci sta: «l?opposizione chiede sempre cose irragionevoli, vuole sempre le dimissioni di qualcuno. Non credo che il governo abbia alcuna responsabilità».
Intanto, la Procura della Repubblica di Cosenza ha aperto un fascicolo e il magistrato ha già richiesto all?Anas una serie di documenti. Già nei prossimi giorni potrebbero essere convocati i vertici Anas della Calabria e della Basilicata. Il Codacons ha presentato una denuncia.
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