3 Gennaio 2003

L`ultimo saluto al Signor G

L`ultimo saluto al Signor G

Anche Ciampi si unisce al cordoglio esaltando l`originalità dell`artista

È ARRIVATA a Milano la salma di Giorgio Gaber, morto mercoledì nella sua villa di Montemagno, in Toscana. Dopo la camera ardente, che sarà allestita questa mattina dalle 9.30 alle 13.30 al Piccolo Teatro, e i funerali, nell`abbazia di Chiaravalle alle 14.45, il feretro sarà tumulato al Famedio del Cimitero Monumentale della città. Intanto, al cordoglio di amici e colleghi, si è unito ieri quello del Presidente Ciampi: «Per quarant`anni ha saputo intrecciare arte e vita italiana dando dignità letteraria e teatrale alla lingua parlata», scrive il Capo dello Stato in un messaggio inviato a Ombretta Colli, moglie del cantautore. «Con uno stile originale, discreto ed elegante, ha portato sulle scene una satira raffinata e costruttiva delle speranze e delle ansie degli italiani». «Ci mancheranno molto il suo sorriso e la sua satira intelligente», sottolinea il Presidente della Camera Casini, che definisce Gaber «un grande artista e un cantore generoso e geniale dello spirito libero e dinamico della sua Milano». Il ministro Urbani ne ricorda invece lo «straordinario spessore umano e culturale. Uno spessore rispecchiato con continuità nella sua instancabile opera di artista, che si è identificata con la sua stessa vita». Se Enzo Jannacci, l`amico di sempre, preferisce continuare a mantenere il silenzio (per «lasciare tempo al dolore», si limita a commentare in una nota diffusa in serata»), Ricky Gianco sottolinea invece come l`Italia perda «un pezzo della sua musica, del suo teatro, della sua storia». E Sergio Endrigo, che un tempo criticava Gaber «idealista politico e qualunquista», oggi riconosce che è stato «un precursore dei tempi: nessuno crede più in niente perché non c`è più niente in cui credere». Ex pianista e amico di infanzia del cantautore, Giorgio Casellato si sofferma sulla lezione di Gaber: «Ha detto cose con la musica leggera che nessun altro, a parte forse Jacques Brel, è riuscito a dire in Italia o in Europa». Anche il mondo del teatro lo ricorda: «Andare a un suo spettacolo era un po` come specchiarsi in noi stessi», dice Lella Costa, mentre Gioele Dix, fan di Gaber dai tempi di `Gogangà, ne ammirava soprattutto «la sincerità delle idee, coraggiosamente raccontate con una certa mancanza di pudore», e Renato Pozzetto ne cita l`apporto «inconfondibile» all“`avventura milanese degli anni `60». Ma non solo Milano, «più povera senza di lui», come sottolinea Sangalli, presidente della Camera di Commercio, compiange Gaber: anche la Liguria, dice il presidente della Regione Biasotti, non dimenticherà «mai la sua lezione civile, artistica e culturale». E se Tiziana Maiolo, assessore milanese alle Politiche sociali, invita il Comune a dedicargli una via, il produttore Maenza, che ricorda Gaber come «maestro di pensiero», auspica che Camaiore gli intitoli il teatro dell`Ulivo, gioiellino del `700 appena restaurato. Sereno, pur nel dolore, il ricordo dell`attrice Maria Monti, compagna del cantautore dal `58 al `61, che accarezza col pensiero il breve viaggio a Sestri Levante dove, da una barzelletta musicata quasi per scherzo, nacque «Goganga». Intanto, quasi a raccogliere l`invito del regista Beldì («La Rai metta in onda i suoi spettacoli, come il bellissmo ?Retrospettiva?») e il monito del Codacons («La Rai non lo commemora, è insensibilità culturale»), Viale Mazzini mobilita archivi e cineteche per l`omaggio al cantautore. Ieri sera su Raiuno, alle 20.40, al posto del «Castello» la carriera del signor G raccontata attraverso un`antologia dei suoi successi musicali e teatrali e soprattutto attraverso una carrellata di apparizioni in tv: dalla prima all`ultima, due anni fa accanto a Celentano per «125 milioni di caz..te», senza dimenticare l`ultima intervista a Vincenzo Mollica. Oggi in seconda serata su Raidue, tocca invece a «Eventi pop: speciale signor G», di Michele Bovi e Marco Giusti, ripercorrere quarant`anni di attività di Gaber anche attraverso filmati meno noti, come le pubblicità per Carosello e gli esordi rock di «Bella bambina», o inediti. Tra questi, «Non arrossire», «Genevieve» e «Una fetta di limone», cantata con Jannacci ai tempi dei Due Corsari, in immagini girate dalla Ricordi per i cinebox, sorta di jukebox con tanto di video che ebbero vita breve alla fine degli anni `50. Nello speciale di Raidue c`è anche il Gaber censurato: quello, per esempio, del «Coscritto», storia di un ragazzo che si chiedeva perché fare il militare in tempo di pace. Era il 1961 e il cantautore conduceva il Telecanzoniere: l`azienda bloccò il brano perché poco gradito all`esercito.

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