16 Aprile 2003

L`ultima trattativa di Wanna

L`ultima trattativa di Wanna.
«Risarcirò tutti i miei clienti»




MILANO ? Trattativa fino all`ultimo euro e all`ultimo respiro: né, da una teleimbonitrice e venditrice doc, ci si poteva aspettare niente di meno. Questo, mentre le udienze chiamate per definire il rinvio a giudizio o i riti alternativi per associazione per delinquere finalizzata alla truffa scivolano verso la primavera avanzata. Così Wanna Marchi, sua figlia Stefania Nobile, il compagno di Wanna, Domenico Campana, e persino il «mago» Mario Pacheco Do Nascimento (dalla latitanza in Brasile), contattano le numerose parti civili ammesse dal gip Michele Di Lecce (con ieri si è giunti a 75) per accordarsi sui risarcimenti, che farebbero accedere al rito abbreviato. E farebbero chiudere con il minore dei danni la brutta storia della magia televenduta: la chimera dei numeri del lotto dati per vincenti degradava in oscuri presagi di morte e disgrazie, se non si pagava.
E in tema di soldi, si attendono gesti concreti dalla Svizzera, dove la magistratura ha sequestrato un bel gruzzolo del clan Marchi, che prima o poi dovrebbe arrivare in Italia a titolo risarcitorio. Poi ci sono le disponibilità fatte rientrare da San Marino e i numerosi immobili sequestrati.
Certo è che tra le richieste di risarcimento che si aggirano su due miliardi e 700 milioni di vecchie lire e i soldi di cui si ha traccia documentale, fanno notare le difese, c`è una certa differenza: le pezze di appoggio si avrebbero solo per 470 milioni (di lire). Ma è abbastanza comprensibile: dopo i primi versamenti fatti tramite poste, il `pollo` agganciato veniva raggiunto da fattorini che portavano sali, bastoncini e altra paccottiglia, e ricevevano contanti, che non lasciano traccia. Il Codacons, intanto, sollecita «risarcimenti esemplari».
Per dare ulteriore tempo alla trattativa, il giudice Michele Di Lecce ha rinviato al 13 maggio, data forse definitiva per accogliere le 18 richieste di patteggiamento da parte di tutti gli imputati minori, le 3 richieste di rito abbreviato già formalizzate; fra queste, quella di Alessandro Marchi, il nipote di Wanna, che ha chiesto in corso di udienza preliminare la testimonianza della zia e della cugina, perché dicano della sua partecipazione «marginale» all`affaire. Ma il 13 maggio i quattro principali responsabili (Wanna, convivente, figlia e mago) dovranno decidersi. E se le trattative non andassero a buon fine per loro si prospetterà il rinvio a giudizio con rito ordinario. Ma, parlando di soldi, anche il custode del complesso della Marchi sequestrato a Faggeto Lario li rivendica: chiede allo Stato di provvedere al metano per il riscaldamento dei rustici, salvo rovinosi guai per gli immobili, causa umidità.



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