17 Agosto 2007

L`ue minaccia il blocco dei giocattoli cinesi

La Cina accusa l`Occidente di aver ingigantito il problema dei magneti e delle vernici. Bruxelles chiede garanzie sulla sicurezza L`Ue minaccia il blocco dei giocattoli cinesi Dopo il caso Mattel, la Commissione potrebbe ordinare lo stop dell`import ROMA. Bandire i giocattoli provenienti dalla Cina. è questa la decisione che la commissione dell`Unione Europea potrebbe arrivare a prendere se il Paese asiatico non darà garanzie sui prodotti utilizzati per costruire oggetti destinati ai più piccoli. E mentre la Cina tenta di confondere le acque accusando i media di aver “ingigantito il problema“, le associazioni dei consumatori italiane annunciano cause in arrivo e avvertono: “Barbie e altri giochi tossici sono ancora in vendita“. L`annuncio da parte della Mattel del ritiro dal commercio di 18,2 milioni di articoli prodotti in Cina per la pericolosità di alcuni magneti e per una vernice contenente piombo usata per alcune automobiline e il clamore che ne è seguito, ha scatenato la reazione del governo cinese, insieme alla richiesta da parte dell`Unione Europea di maggiori controlli sull`importazione di questi balocchi. “è possibile che si arrivi al bando dell`import di giocatoli dalla Cina se la sicurezza dei bambini non continuerà ad essere garantita“ afferma Antonia Mochan, portavoce della commisione Ue aggiungendo che a Bruxelles sono in attesa di sapere dagli Stati membri il numero di “giochi a rischio presenti sul mercato europeo“. Da parte sua la Cina, anche se ha annunciato che invierà a Washington, tra pochi giorni e poi nel mese di settembre, due delegazioni per discutere della sicurezza dei propri prodotti con i dirigenti della Fda (l`ente americano per la sicurezza alimentare e sui farmaci) e della Cpsc (Commissione per la sicurezza dei prodotti di consumo), rifiuta l`etichetta di Paese non in regola con le norme di sicurezza internazionali. “Alcuni mezzi d`informazione e alcune persone irresponsabili hanno fatto diventare grande un piccolo problema“ sottolinea Wang Xinpei, portavoce del ministero del commercio. Intanto in Italia, il Codacons si prepara ad una “class action“ (un`azione collettiva) nei confronti della Mattel. L`Associazione infatti, spiega come grazie alla legislazione americana “sarà possibile tutelare meglio i consumatori italiani, chiedendo, ad esempio, anche il danno punitivo, visto che la Mattel era informata della pericolosità dei prodotti commercializzati da parecchio tempo“. Il risarcimento danni che, secondo i legali del Codacons, i genitori potranno richiedere alla multinazionale americana è pari al doppio del costo del giocattolo più 100 euro “per la paura“, nel caso in cui un bambino sia rimasto a contatto con uno dei giochi sottoaccusa. E mentre la Procura di Torino fa partire i controlli dei Nas in varie località italiane per verificare il rispetto dell`ordine della Mattel, Altroconsumo denuncia che alcuni di quei giochi sono ancora sugli scaffali. Come la Barbie E Tanner J9472 trovata e acquistata dall`associazione dei consumatori in un Toys Center di Roma, con tanto di scontrino disponibile sul sito. “Non era la sola – fa sapere Altroconsumo – altre cinque confezioni dello stesso prodotto facevano capolino dallo scaffale del punto vendita“.

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