18 Settembre 2014

LUDOPATIA? LO STATO È COMPLICE

LUDOPATIA? LO STATO È COMPLICE

di ENRICO MARCHETTI È una realtà ormai della nostra società che i giocatori in cerca di fortuna aumentino ogni giorno di più. Sono anche evidenti le motivazioni che portano tanti cittadini a tentare la fortuna, in cerca di quel tocco di magia che tocca a pochi ma che la diffusione che ne dà la stampa, fa in modo che siano in tanti, tantissimi, a percorrere strade a volte senza ritorno che portano a gravi patologie, di cui ben 6800 famiglie, nel 2013, hanno vissuto e vivono nel quotidiano le conseguenze con mariti/mogli, fratelli/sorelle, parenti ed amici che nel vano tentativo di “fare soldi” sono trascinati nella malattia che sta diventando sempre più diffusa. Certamente l’ attuale situazione economica è colpevole perché ovviamente più i cittadini si impoveriscono e più tentano la fortuna, cosa che sarebbe normale se non fosse che il gioco non paga mai e dà forti forme di assuefazione al punto che è ormai considerata una patologia che deve essere curata e non incentivata. Però, purtroppo, è una fonte di guadagno solo per lo Stato ed è per questo che un esposto a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia in merito al gioco d’ azzardo è stato presentato ieri dal Codacons, a seguito dei dati diffusi nella Relazione sulle tossicodipendenze 2014, secondo cui dal 2012 al 2013 il numero di giocatori patologici è passato da 5.800 a 6.800. Chiediamo alla magistratura di indagare la Presidenza del Consiglio per il reato di concorso in lesioni gravi. Proprio l’ attività dello Stato Italiano, infatti, che favorisce e incentiva il gioco d’ azzardo perché, ripeto, ci guadagna senza adottare adeguate misure di contrasto, contribuisce a far ammalare i cittadini, che così sviluppano forme di dipendenza da gioco, ossia vere e proprie patologie. In tal senso, quindi, lo Stato diventa corresponsabile dell’ insorgenza di malattie nei giocatori, circostanza che potrebbe configurare la fattispecie di concorso in lesioni gravi sulla base dell’ art. 583 del Codice Penale. Il Codacons ha annunciato inoltre una formale diffida diretta al premier Matteo Renzi, colpevole di aver paralizzato l’ attività del Dipartimento Politiche Antidroga sul fronte del gioco d’ azzardo. Tale dipartimento aveva messo a punto qualche mese fa un “Piano di Azione Nazionale” contro il gioco d’ azzardo patologico. Tutti gli sforzi che erano stati fatti in questo settore dal Dipartimento sono stati però annullati da un’ inerzia che persiste ormai da mesi, ossia da quando Matteo Renzi ha tenuto per sé la delega su tale organismo e che non trova giustificazioni. Il Piano prevedeva azioni nel campo della prevenzione e della cura considerate urgenti e prioritarie ma che, per l’ incuranza e l’ inefficienza delle strutture governative, hanno trovato un insabbiamento totale, sottraendo in maniera palese lo Stato alle proprie responsabilità verso la salute dei cittadini e della comunità nel suo complesso. Per tale motivo abbiamo rivolto ieri un appello a tutti i parlamentari italiani, a firmare la diffida da inviare al Premier e contribuire a tutelare i cittadini dai pericoli connessi al gioco. *presidente Codacons Campania.

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