20 Ottobre 2017

Ludopatia, cartellino rosso per il Governo: il Tar blocca 50 milioni di fondi sospetti

criteri illegittimi per l’ assegnazione dei fondi per presunti progetti per la prevenzione della ludopatia. il tribunale amministrativo accoglie il ricorso dell’ associazione dei consumatori codacons che rilancia: “corte dei conti indaghi su danno erariale”
Bloccati 50 milioni di euro che il Ministero della Salute si accingeva a trasferire alle Regioni per presunti progetti per la prevenzione della ludopatia. Il Tar del Lazio ha infatti accolto il ricorso del Codacons, annullando gli atti con cui il Ministero della Salute ha approvato i piani delle Regioni di ” Attività per il contrasto al gioco d’ azzardo ” presentati ai sensi del combinato disposto dell’ art. 1, comma 946, della legge n. 208/2015 e del d.m. del 6 ottobre 2016 . “Alcune Regioni – spiega il Codacons – avevano addirittura già stabilito associazioni private di loro gradimento cui affidare i finanziamenti, senza alcuna gara e predeterminazione dei criteri oggettivi di selezione, e in assenza dello specifico parere dell’ Osservatorio per la prevenzione della ludopatia”. “Ad esempio la Regione Toscana aveva deciso di affidare i fondi alla Federserd, associazione che è stata esclusa proprio dall’ Osservatorio per conflitto di interessi con le società di gestione del gioco d’ azzardo, e ad associazioni legate ai singoli consiglieri o di cui i consiglieri stessi facevano parte. Per non dire della Regione Campania, che aveva stabilito un contributo di 900.000 euro solo per il coordinamento dei progetti”. Il Codacons esprime dunque grande soddisfazione per la sentenza del Tar che fa giustizia di un sistema inammissibile e clientelare, avallato dal Ministero della salute e dal Direttore Generale Raniero Guerra, quest’ ultimo già finito nel mirino dei consumatori per la vicenda vaccini e il suo ruolo all’ interno della Fondazione Glaxo. Proprio contro il Ministero della salute e il Dg Guerra, il Codacons presenterà ora un esposto alla Corte dei Conti , affinché apra una indagine sulla vicenda ai fini di eventuali danni erariali.

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