Luci e ombre dei business del benessere
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fonte:
- Milano Finanza
Se la pandemia ha mostrato a livello planetario l’importanza del settore sanitario e di riflesso ha spinto investimenti e quotazioni delle società farmaceutiche, allo stesso tempo ha agito come uno tsunami su un settore un po’ sottovalutato che muove miliardi, quello del benessere. Sport, palestre, healthcare, cura del corpo, cosmetica: per nessuno di questi comparti il 2020 è stato un anno semplice, per alcuni disastroso. fine ottobre il Codacons aveva analizzato le ripercussioni dei nuovi limiti e divieti imposti dalla seconda ondata di Covid- La perdita più consistente? Per il settore dello sport, a causa appunto della chiusura totale decisa per palestre e piscine e della ricaduta diretta e indiretta sui comparti wellness e fitness. Un danno, calcolando solo le chiusure autunnaliinvernali, stimato in circa 3 miliardi per un settore che interessa 20 milioni di italiani e coinvolge circa 25mila aziende sul territorio. Se a questo si aggiunge l’impatto della prima fase del Covid, quella primaverile, l’effetto del 2020 sul settore risulta evidente. Allargando la visuale e andando oltre al settore dello sport, chi ha fatto qualche calcolo è Philips che di recente ha presentato il Rapporto sull’Economia del Benessere 2020, dal quale emerge che gli acquisti degli italiani di prodotti e servizi per il benessere sono scesi del 14% a 37 miliardi, mentre la spesa pro- si è abbassata di 100 euro, passando da circa 1.300 a 1.200 euro annui (-7%). La ripartizione del paniere di spesa è in linea con quanto rilevato nella prima edizione della ricerca, con le voci principali che riguardano sana alimentazione (40%), cura del corpo (23%) e attività fisica (23%). In controtendenza le spese per la gestione dello stress (quasi invariata, calo del 2% a 4,8 mld) e quelle per il sonno, addirittura salite del 16% a 2,1 miliardi. Non a caso uno studio del San Raffaele di Milano ha evidenziato che i soggetti con difficoltà di addormentamento nel periodo pre- erano il 39%, mentre durante il lockdown sono saliti al 55%. Nei lavoratori si è osservato anche un incremento dell’insonnia di mantenimento, ovvero i ripetuti risvegli notturni, che è passata dal 24% al 40% durante i lockdown. La spesa pro- in sana alimentazione è scesa da 513 a 437 euro (-15%). Un dato che proiettato sull’intera popolazione italiana implica una contrazione di 2,6 miliardi che ha coinvolto tutti i settori presi in considerazione, dall’integrazione alimentare, ai prodotti per regimi specifici ai piccoli elettrodomestici. Fra i trend destinati a durare anche nel 2021 (accelerato dalla pandemia ma iniziato prima del Covid) c’è la propensione a fare acquisti green. Tra i settori che invece hanno subito più duramente l’effetto lockdown c’è quello della cura del corpo, che ha registrato un calo della spesa complessiva del 15%, una contrazione da 1,6 miliardi. soli centri estetici (risparmiati nella seconda ondata di lockdown, ma comunque colpiti) hanno perso 1,2 miliardi, mentre una contrazione più contenuta (-5%) ha riguardato la spesa per i dispositivi per la cura della persona, pari a 1,1 miliardi. Qualche dato sul mercato del beauty è stato estrapolato da Kearney che ha evidenziato un calo importante dei cosiddetti prodotti “outof- (stimabile tra il 15 e il 35 per cento), direttamente correlato alle restrizioni della mobilità, cui ha però fatto da contraltare una crescita della domanda (20- di prodotti per l’igiene e/ per la sanificazione, tendenza peraltro ancora in corso. Sempre Kearney evidenzia che il mercato del Beauty & Personal Care nel 2019 valeva 440 miliardi a livello mondiale, con una crescita media annua del 4,5 dal 2014. L’andamento fra il 2019 e 2020 invece si stima sarà pressoché piatto (intorno allo 0,4 con l’Europa che perderà circa il 2,4 e l’Italia il 4,3 (riproduzione riservata)
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