4 Agosto 2015

Luce, passa a Enel «a sua insaputa»

Luce, passa a Enel «a sua insaputa»
il caso di un roveretano, «non deve più accadere»

Purtroppo è cronaca quasi quotidiana, sono sempre di più gli utenti che si sono inguaiati con qualche gestore di energia elettrica o di gas. Perché il mondo delle utenze è una giungla, dove c’ è un sacco di brava gente che cerca di fare del suo meglio per assistere i clienti e spiegare loro in modo trasparente condizioni e modalità di un contratto. Ma c’ è anche in giro una notevole mole di persone a cui interessa solo chiudere un contratto. Che il cliente abbia capito cosa sta accadendo o meno. Se n’ è purtroppo reso conto un roveretano. E non uno sprovveduto, ma un noto funzionario delle forze dell’ ordine lagarine. Che pensava pure di essere stato chiaro: non era interessato a cambiare gestore. E invece ieri mattina si è trovato a dover rispondere ad una chiamata di benvenuto in Enel. Roba da fargli perdere la pazienza. Ed ora dalla Trenta avvisano: «Non mostrate mai le vostre bollette, perché su quei documenti ci sono dati personali che permettono di allacciare il nuovo contratto». La vicenda risale a qualche giorno fa. Ed è la stessa «vittima» a raccontarla. Gli si è presentato alla porta un venditore con un tesserino dell’ Enel. Una volta in casa, insistente come una mosca, ha parlato di contratti. Ma mai l’ uomo ha acconsentito nemmeno a discutere di un passaggio di Trenta ad un altro gestore: «Siamo stati chiarissimi. Abbiamo detto che stavamo bene così. Senza contare che lui si è presentato come funzionario, dicendo che il mio contatore era già di Enel, e che andava cambiato. Poi hanno chiesto di vedere la mia bolletta, per capire se con loro avrei guadagnato o no». E qui lui ha fatto un errore che farebbe chiunque. Pur di chiudere quel colloquio, ha mostrato la fattura. «A quel punto lui ha insistito che con Enel avrei risparmiato, ma io l’ ho praticamente messo alla porta, dicendo che non mi interessava». Era tranquillo: non aveva firmato nul Sono tanti i trucchi usati da chi cerca di carpire contratti o, a volte, con vere e proprie truffe, a spillare soldi. C’ è chi chiede i dati personali del contratto, così permettendo all’ ente gestore di cambiare contratto all’ insaputa del cliente. Ma c’ è anche chi, soprattutto con il gas, dice di dover controllare il contatore, vende aggeggi per tutelare dalle perdite di gas (in foto), millanta interventi (a pagamento) che non servono. la, quindi certo non temeva di trovarsi a cambiare contratto così, solo per una visita per altro nè richiesta né apprezzata. È stato il risveglio di ieri che l’ ha lasciato di sasso. In mattinata ha ricevuto una chiamata: era Enel che gli dava il benvenuto tra i nuovi clienti. Lui a quel punto si è arrabbiato. E ha detto che no, con Enel non voleva passare. Ha ma messo giù il telefono, ed ha avvisato la Trenta. Che però nulla ha potuto fare: se è stato aperto un nuovo contratto – per ora no: ma c’ è tempo qualche giorno – prima di tornare con Trenta deve riuscire a disdirlo. E non importa se lui non ha mai avuto intenzione di migrare. Il come ciò sia possibile lo spiegano da Trenta. Che prima di tutto avvisa gli utenti: «Mai mostrare a nessuno la propria bolletta». «Con il mercato libero è possibile appoggiarsi a compagnie diverse, e il problema non sono le singole aziende, ma i venditori. Molti di loro operano in modo trasparente, altri meno. E tecnicamente per far partire un contratto bastano nome cognome e il codice utente». Per questo non si deve mai mostrare la bolletta: «Gli utenti credono che sia un documento innocuo, in realtà mostrandola si danno dati personali importanti. Se si è interessati ad un cambio di gestore, meglio farsi fare un’ offerta scritta, che si potrà valutare con calma in un secondo tempo. Così da decidere liberamente». Dunque, funziona così: al telefono non serve nemmeno firmare. Basta pronunciare un sì e dare i propri dati e il contratto è fatto. Di persona la faccenda è più spinosa: in teoria servirebbe la firma, in pratica se il venditore è disinvolto, una volta carpiti i dati personali un graffio in calce ad un documento non è difficile farlo. Che fare se si incappa in questi problemi? Inviare una raccomandata entro 14 giorni per disdettare il nuovo contratto. Che sarà pure fantasma, ma avrà effetti immediati. Dalla Trenta lo ribadiscono da anni, e altrettanto fanno le associazioni di consumatori, dal Codacons alla Federconsumatori. Mai aprire la porta a chi non ha un cartellino, mai mostrare le proprie bollette: se si è interessati ad un’ offerta, basta farsi fare una proposta scritta e poi valutarla con calma, paragonando i costi a quelli del proprio gestore. E in caso di dubbio, chiamare subito le forze dell’ ordine.

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