24 Aprile 2003

Luce e sigarette spingono l?inflazione

Luce e sigarette spingono l?inflazione


Ad aprile prezzi al 2,8%. I sindacati: è il doppio del tetto programmato




ROMA – L?inflazione riprende a salire. L?indice dei prezzi nelle città campione segnala un aumento ad aprile del 2,8% rispetto allo stesso mese del 2002 (»0,3% l?incremento mensile). Colpa delle tariffe elettriche e del gas e anche dei ritocchi dei prezzi delle sigarette. Il rincaro della bolletta deciso dall?Authority per l?energia ha fatto crescere le spese delle famiglie per la voce abitazione (per esempio a Venezia di ben il 2%). In salita anche i prezzi dei generi alimentari (dallo 0,2% di Venezia all?1% di Perugia) e quelli delle comunicazioni. Più caro, infine, viaggiare in aereo, dopo i ritocchi decisi dalle compagnie aeree per fronteggiare la crisi del settore. Fra le città dove i prezzi sono aumentati di più ci sono Napoli (3,5%), Pisa (3,3%), Torino e Bari (3%), Palermo (2,8%). Chiudono la classifica Firenze (1,7%), Cremona, Udine e Bologna (2,1%). Il nuovo aumento dell?inflazione (a marzo il dato era stato del 2,7% e a febbraio del 2,6%) non ha lasciato indifferente il governo, che ritiene però che la fiammata possa essere spenta presto. Dice il viceministro per le Attività produttive, Adolfo Urso: «È un dato che ci preoccupa, ancorché si tratta di pochissimi decimali, che verosimilmente è stato determinato da situazioni contingenti e dall?emotività dei consumatori rispetto al quadro internazionale. Il fatto che la guerra in Iraq abbia raggiunto i propri obiettivi potrebbe far rientrare presto questo differenziale. Secondo l?Isae, istituto di ricerca del ministero dell?Economia, il 2,8% rappresenta il picco dopo il quale i prezzi torneranno a scendere per attestarsi su una media annua del 2,5%. Ma i sindacati vanno all?attacco. «Si conferma che l?inflazione programmata dal governo (1,4% per il 2003, ndr.) è irrealistica», sottolinea il segretario della Uil, Luigi Angeletti. «Siamo al doppio, con effetti prevedibili su salari e pensioni – aggiunge Marigia Maulucci (Cgil) -. In compenso la crescita dell?economia si riduce a un terzo del previsto: serve altro per dimostrare che il governo non ci prende?». Conclude Raffaele Bonanni (Cisl): «È ora che l?esecutivo torni ad assumere un comportamento serio su assicurazioni e tariffe». L?Intesa dei consumatori chiede subito tre interventi: taglio dell?Iva sul gas da riscaldamento dal 20 al 10%, bonus fiscale di 0,075 euro per ogni litro di benzina, riforme del settore energetico e delle assicurazioni. Con il governo se la prendono pure Confcommercio e Confesercenti, che chiedono di riportare sotto controllo le tariffe.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox