15 Settembre 2021

Luce e gas, rincaro di 500 euro a famiglia «Le più povere non riusciranno a pagare»

Autunno  caldissimo  sul  fronte  dei  rincari:  l’annunciato  aumento  del  40%  dell’energia  elettrica,  assieme  ai  rialzi  di  gas  carburanti,  costringerà  ogni  famiglia  sborsare  500  euro  in  più  ogni  anno  per  le  bollette  la  benzina.  Su  un  totale  di  oltre  365  mila  famiglie  nella  Marca  tutto  ciò  si  tradurrà,a  fi-ne  anno,  in  182  milioni  di  euro  in  più  che  evaporeranno  dalle  tasche  dei  trevigiani.  Un  salasso  che  preoccupa  le  associazioni  dei  consumatori:  «Le  famiglie  più  povere  rischieranno,a  ottobre,  di  non  avere  nemmeno  soldi  per  pagarsi  il  riscaldamento»  taglia  corto  Stefano  Bellotto  di  Adiconsum.  Franco  Conte,  presidente  regionale  Codacons,  rincara  la  dose:  «Situazione  allarmante,  anche  Comune  Regione,  oltre  al  governo,  devono  intervenire  per  tutelare  le  fasce  più  deboli  con  apposite  agevolazioni».  TUTTI  RINCARI  Luce  gas,  soprattutto,  ma  anche  benzina  diesel.  Adiconsum  traccia  un  quadro  tinte  fosche  per  l’autunno.  La  benzina  costa  oggi  il  15,3%  in  più  rispetto  inizio  anno,  il  19,4%  rispetto  allo  stesso  periodo  del  2020.  Per  una  famiglia,  questo  si  traduce  in  324  euro  in  più  ogni  anno  per  il  carburante.  Il  gasolio  da  gennaio  ha  subito  invece  un  rincaro  del  14,5%,  mentre  in  un  anno  è  cresciuto  del  18,5%,  con  un  aggravio  di  circa  11,80  euro  per  ogni  pieno.  «Se  aumenteranno  del  40%,  come  ormai  sembra  le  bollette,  che  sono  ormai  su  un  ” piano  inclinato”  con  le  tariffe  di  luce  gas,  la  stangata  arriva  500  euro  famiglia»  osserva  Franco  Conte,  Codacons.  Conte  auspica  un  intervento  del  governo  al  fine  di  calmierare  gli  aumenti.  Ma  non  solo.  «POCHE  INIZIATIVE  CONCRETE»  «Come  al  solito  resta  il  mistero  del  perché  quando  il  prezzo  del  petrolio  scende  vantaggi  per  consumatori  siano  sempre  risicati,  mentre  ora  l’aumento  del  petrolio  viene  abbondantemente,  troppo  abbondantemente  scaricato  sul  consumatore»  osserva  il  numero  uno  di  Codacons.  «In  Veneto  la  ripresa  dell’economia  è  anche  più  robusta  che  nel  resto  d’Italia,  ma  la  pandemia  del  Covid  ha  lasciato  delle  ferite  ancora  aperte  nei  bilanci  delle  famiglie.  La  sollecitudine  chiedere  risorse  Roma  da  parte  degli  amministratori  locali  del  governatore  speriamo  che  si  accompagni  iniziative  favore  delle  fasce  più  deboli  più  colpite  dalla  pandemia.A  oggi  pochi  Comuni  hanno  preso  iniziative  concrete,e  la  stessa  Regione  non  è  stata  solerte».  AUTUNNO  RISCHIO  Secondo  Stefano  Bellotto  di  Adiconsum  sono  due  fattori  che  hanno  portato  all’incremento  delle  tariffe:  «La  struttura  tariffaria  di  ogni  bolletta  l’aumento  della  richiesta  di  consumi,  generato  dalla  ripresa,  sono  due  dei  fattori  principali.  L’impatto  immediato  ce  l’avranno  imprese  cittadini,  ce  l’avranno  subito.  Questo  pone  anche  problemi  di  competitività.  Le  difficoltà  che  stiamo  vivendo  adesso  sono  il  frutto  di  ripresa  economica,  mancanza  di  approvvigionamenti,e  di  una  parte  di  speculazione.I  contributi  da  parte  dei  Comuni  saranno  necessari  quando  la  fascia  più  povera  non  riuscirà  pagare  il  riscaldamento,  ma  da  soli  non  bastano.  se  le  cose  restano  come  sono,  si  realizzerà  di  qui  ottobre».  LA  PROPOSTA  cosa  sarà  necessario,  allora?  «Il  agosto  abbiamo  già  scritto  al  governo,  come  Adiconsum  nazionale,  dicendo  che  non  basta  eliminare  il  canone  della  televisione  spiegare  le  voci  di  spesa.  Va  rivista  tutta  la  struttura  tariffaria,  togliendo  oneri  di  sistema  tutto  ciò  che  non  attiene  al  prodotto  finale  venduto.  Il  problema  è  anche  politico,  di  tutela  delle  fasce  deboli».  GLI  ALTRI  NODI  Non  bastassero  rincari,a  pesare  sui  consumatori  sono  anche  una  serie  di  altre  dinamiche  denunciate  da  Claudia  De  Marco,  di  Federconsumatori:  «Le  istituzioni  agevolino  il  lavoro  delle  associazioni  dei  consumatori,  che  hanno  chiesto  una  rimodulazione  degli  oneri  di  sistema.  Poi  sarebbe  necessario  un  controllo  sugli  operatori  che  forniscono  questo  tipo  di  servizi.  Vanno  verificate  le  campagne  di  comunicazione  l’approccio  con  clienti  di  certe  società,  perché  arrivano  se-gnalazioni  di  persone  quasi  “costrette”  cambiare  operatore  con  la  scusa  del  mercato  libero.  Si  tratta  di  campagne  spesso  eccessive  danno,  ancora  una  volta,  dei  più  deboli».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox