31 Marzo 2009

Luce e gas: domani nuovo taglio alle bollette

 ROMA Dopo le stangate del 2008, l’anno in corso continua a dare ossigeno, sul fronte delle tariffe energetiche, alle tasche dei consumatori. Gli aggiornamenti varati dall’Autorità per l’energia per il secondo trimestre 2009 fanno scattare da domani un nuovo «taglio» alle bollette, dopo quello partito a gennaio: il calo è del 2% per l’elettricità e del 7,5% per il gas. Tradotto in spesa corrente, il risparmio sarà di 92 euro su base annua. Ed è in arrivo anche un bonus gas, simile a quello operativo per l’energia elettrica, che consente sconti medi del 20% per le famiglie meno abbienti e per gli ammalati costretti a utilizzare apparecchi elettromedicali salvavita. «Lo renderemo operativo entro giugno – ha annunciato il presidente dell’Authority, Alessandro Ortis – e sarà retroattivo a inizio 2009». Da domani, quindi, il prezzo dell’energia elettrica scenderà a 16,799 centesimi di euro per kilowattora, quello del metano a 73,41 centesimi di euro per metro cubo. In ribasso del 5% anche il Gpl (gas di petrolio liquefatto) distribuito in rete, con una minore spesa di 35 euro su base annua per una famiglia tipo. A consentire la revisione è la discesa del prezzo del petrolio, che da mesi ha invertito la rotta, lasciando i picchi raggiunti quest’estate, quando sfiorò i 150 dollari, e posizionandosi intorno a quota 40-50 dollari. Giovedì il barile era risalito sopra i 54 dollari. Tra venerdì e ieri è ridisceso, riportandosi sotto la soglia dei 50. Un livello, questo, che consente margini di manovra sui prezzi di luce e gas. Soddisfatto il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola secondo il quale il taglio «conferma che la diminuzione dei prezzi al consumo è dovuta al calo dei prezzi del petrolio». Il ministro poi invita i «18 milioni di lavoratori dipendenti a reddito fisso» a riprendere i consumi arma contro la crisi. Perplesse invece le associazioni dei consumatori.  «Il calo è stato deludente, si poteva fare di più », afferma il Codacons. «Ribassi lenti e insufficienti», aggiungono Adusbef e Federconsumatori. Adiconsum parla invece di novità positiva, ma chiede «più impegno al governo nel trasferimento dei benefici di questa riduzione sui prezzi al consumo». Secondo l’associazione «ci sono le condizioni per una riduzione dei prezzi del 10%».

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