1 Marzo 2009

Luce e gas, bollette meno care da aprile

Le tariffe, secondo le prime stime di Nomisma Energia, dovrebbero scendere dell’8,1% per il metano e del 3,1% per l’elettricità  Un ribasso, legato al calo delle quotazioni petrolifere, che si tradurrà in un risparmio di 104 euro l’anno

ROMA Le famiglie italiane, alle prese con le difficoltà della crisi, possono tirare un sospiro di sollievo. Almeno per quanto riguarda il costo delle bollette della luce e del gas. Dal primo aprile le tariffe dovrebbero calare infatti secondo le prime stime di Nomisma Energia anticipate dall’Ansa dell’8,1% per il metano e del 3,1% per l’elettricità. Un ribasso, legato al calo delle quotazioni petrolifere, che si tradurrà per gli italiani in un risparmio di 104 euro l’anno dal prossimo trimestre aprile-giugno. E che porterà la discesa dei prezzi delle bollette energetiche, solo dall’inizio del 2009, a oltre 140 euro l’anno rispetto ai costi sostenuti a fine dell’anno scorso, considerando che i primi benefici dal ripiegamento del costo del barile sono arrivati già nel primo trimestre dell’anno, con un calo di circa 36 euro l’anno della spesa delle famiglie. Un anno, quello passato, che aveva visto le bollette volare alle stelle, con vere e proprie stangate ed un aggravio fino a 220 euro della spesa sull’anno prima. A fare i primi conti dell’atteso ribasso da aprile sono le previsioni di Nomisma Energia che per tradursi in veri e propri risparmi per le famiglie dovranno comunque attendere il consueto aggiornamento dell’Authority per l’energia cui spetta l’ultima parola atteso entro la fine di marzo prossimo. Ma tutti i numeri spiega Davide Tabarelli, esperto tariffario di Nomisma Energia fanno prevedere un forte calo per il secondo trimestre dell’anno. Calo che per la luce dovrebbe tradursi in un ribasso del costo del chilowattora del 3,1% con una minor spesa annua a famiglia di oltre 14 euro mentre per il gas dovrebbe comportare una riduzione della tariffa dell’8,1% con un conseguente abbattimento di quasi 90 euro della spesa annua della famiglia tipo (quella che consuma 225 kwh di luce al mese e 1.400 metri cubi di metano l’anno). Se dal fronte tariffario si profilano ottime notizie per i portafogli dei consumatori, dal fronte energetico arriva comunque l’allarme deflazione sull’andamento dell’economia: la riduzione tariffaria attesa per il prossimo trimestre si associa infatti ad un calo dei consumi che sia per la luce sia per il gas, spiega Tabarelli è atteso attestarsi tra il 6 e l’8 per cento. E mentre il Governo ha messo a punto e reso operativo anche il bonus per le famiglie più disagiate quelle numerose, a basso reddito o con componenti con gravi problemi di salute che potranno contare su un agevolazione fino a oltre 150 euro su base annua per la luce, l’attesa riduzione rappresenta un segnale positivo anche per l’industria e l’intera economia. Il risparmio sui costi energetici come dimostrato anche dagli ultimi dati sull’inflazione ha infatti ricadute positive per l’effetto volano che dalla riduzione delle materie prime si trasferisce sui prezzi alla produzione, all’ingrosso, al trasporto e distribuzione fino ad arrivare ai prezzi finali al dettaglio. «Le stime per il prossimo trimestre riguardano gran parte del periodo di riferimento per il prossimo aggiornamento dell’Authority», aggiunge Tabarelli, sottolineando che l’atteso ribasso è legato al calo delle quotazioni dell’oro nero: gli aggiornamenti trimestrali si basano infatti sulle medie dell’andamento delle materie prime dei 6 mesi precedenti per l’elettricità e sui nove mesi prima per il gas. La riduzione prevista per il prossimo trimestre beneficerà quindi del forte calo delle quotazioni del greggio, sceso dal picco storico di quasi 150 dollari al barile dell’estate scorsa, agli attuali 44 dollari. Il calo dell’8% della bolletta del gas e del 3% di quella della luce, stimato da Nomisma Energia per il mese di aprile, non avrà conseguenze positive sui consumi, e il ribasso dei costi dell’energia aprirà solamente nuovi spazi di speculazione.  È il parere del presidente del Codacons, Carlo Rienzi. «Una diminuzione del costo dell’energia dovrebbe comportare un’immediata diminuzione della stessa entità su tutti i prezzi, e questo non avviene spiega Rienzi. La diminuzione del prezzo del carburante influisce su quello dei trasporti, e dovrebbe portare a un calo di almeno il 5% su tutti i prezzi». Secondo Rienzi, invece, «soffriremo di una speculazione ulteriore, appena diminuiscono i costi delle materie prime, commercianti e intermediari non abbassano i prezzi ma si mettono in tasca la differenza».  «Occorre che il governo agisca per imporre dei controlli, affinchè i costi di luce e gas abbiano conseguenze effettive con una diminuzione di tutti i prezzi» afferma il presidente del Codacons. Per Rienzi da un calo delle tariffe non potrà derivare né un rilancio dei consumi, «che è legato ad un aumento di stipendi e pensioni», né l’innescarsi di dinamiche deflazionistiche. «In Italia i prezzi non calano mai, non ci sono strumenti di controllo prosegue Rienzi in Messico, per esempio, c’è un’autorità che ha il potere di chiudere gli esercizi quando c’è speculazione».

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