21 Ottobre 2014

L.stabilità: pagamento pensioni il 10 del mese, insorgono i sindacati/Adnkronos

L.stabilità: pagamento pensioni il 10 del mese, insorgono i sindacati/Adnkronos

Roma, 21 ott.(AdnKronos) – Poco più di otto righe per sconvolgere abitudini e bilanci dei pensionati, sopratutto di quei 2 milioni che percepiscono un assegno sotto i 500 euro : dal primo gennaio 2015, infatti, tutte le pensioni saranno pagate il 10 di ogni mese, o il giorno successivo se festivo e non bancabile. E’ l’ articolo 26 comma 3 della bozza di legge di Stabilità, inserito nel capitolo ‘Commissioni bancarie’, a contenere la bomba che scatena l’ indignazione dei sindacati e di qualche politico. Obiettivo della norma, “razionalizzare ed uniformare le procedure ed i tempi di pagamento delle prestazioni corrisposte dall’ Inps, i trattamenti pensionistici, gli assegni, le pensioni e le indennità di accompagnamento erogate agli invalidi civili, nonché le rendite vitalizie dell’ Inail”. Attualmente infatti i pagamenti sono diversificati a seconda si tratti di ex lavoratori privati o ex lavoratori pubblici: gli ex Inps ricevono l’ assegno il 1^ del mese; i secondi, ex Inpdadp, il 14 del mese. Scegliere la data del 10, dunque, poteva sembrare un tentativo di mediazione. C’ è solo un piccolo problema: che i lavoratori ex-Inps sono molti di più degli ex-Inpdap. Uno stravolgimento peraltro dai costi davvero contenuti e soprattutto “una tantum” : secondo i conti che circolano tra i sindacati, infatti, lo Stato economizzerà non più di 20 milioni, e solo per il primo mese. Ma è su questo calendario orami consolidato che si basa l’ organizzazione di un pensionato che ha calibrato sul 1 di ogni mese il pagamento di rate, affitti, mutui, debiti, finanziamenti, oppure semplici abbonamenti e altre scadenze. Cgil, Cisl e Uil dunque sulle barricate per denunciare l”inaccettabile accanimento” del governo verso gli anziani già tagliati fuori dall’ erogazione del bonus da 80 euro concesso dal Governo Renzi ai lavoratori sotto i 25 mila euro di reddito. “Il governo non ha previsto per loro alcun tipo di aiuto e di sostegno ma ha pensato a come complicargli ulteriormente la vita. E’ semplicemente inaccettabile. Ci domandiamo che cosa abbiano fatto di male gli anziani e i pensionati per essere trattati così”, accusano da una sola voce Carla Cantone, Gigi Bonfanti e Romano Bellissima, segretari generali di Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil. E sono i consumatori, invece, a paventare il rischio liquidità, con conseguenti conti bancari in rosso e pagamenti di commissioni in favore delle banche, per tanti pensionati. “Renzi riveda la norma”, tuonano sia il Codacons che l’ Adusbef lanciando la proposta di un’ azione collettiva per far cambiare idea al governo inviando per e-mail un prestampato con cui chiedere la revisione del provvedimento.E in campo scende anche il leader Cisl, Anna Maria Furlan. ‘Una decisione incomprensibile” anzi, “l’ ennesima beffa ai danni dei pensionati già penalizzati dalla mancata rivalutazione delle pensioni e dalla scelta del Governo di non erogare, proprio a loro che sono i più bisognosi, il bonus di ottanta euro previsto per i lavoratori dipendenti”, commenta giudicando la decisione del governo “estemporanea” e presa “senza nemmeno considerare gli effetti negativi che una scelta del genere può comportare per milioni di pensionati”. Più logico per la Cisl, a cui sfugge “la ratio del provvedimento”, sarebbe stato, aggiunge, “scegliere di pagare tutte le pensioni il primo del mese in modo da armonizzare i pagamenti”, dice. Critiche arrivano anche dalla Uil . “Ormai è chiaro: per questo Governo i pensionati non esistono. Per loro, niente 80 euro, di rivalutazione delle pensioni neanche a parlarne e, ora, anche una norma che ritarda il pagamento dell’ assegno pensionistico al 10 del mese”, dice il leader, Carmelo Barbagallo che cataloga come “profondamente ingiuste oltre che errate da un punto di vista sociale ed economico” le scelte del governo.Pochi invece, per la verità, i commenti che arrivano dal mondo politico. “Dopo il danno la beffa”, denuncia Renata Polverini di Forza Italia che ironizza sulla “comicità involontaria” del governo che pagherà comunque le pensioni neppure il 10 gennaio ma il 12, due giorni dopo, visto che la nuova scadenza 2015 debutterà di sabato.Critiche arrivano anche dalla Lega Nord: “Renzi se la prende ancora una volta con le categorie più deboli e colpisce i pensionati”, denuncia Massimiliano Fedriga, capogruppo del Carroccio alla Camera mentre Paolo Ferrero di Prc invita il premier, Renzi, a “disobbedire ai trattati europei e a cambiare politica” aumentando il deficit per creare sviluppo, invece che ‘rottamare’ gli anziani.

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