Lotta di class modello action
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fonte:
- L`Espresso
Contro le Poste, le Ferrovie, la Telecom, le banche… Dal 30 giugno partono le cause collettive. E sono migliaia i cittadini che hanno già aderito al nuovo strumento
Contro le Poste per i tempi biblici nella consegna delle lettere. Contro l`Università per il caro tasse. Contro le Ferrovie per i ritardi dei treni. E poi contro la Telecom, le banche, lo Stato… Un esercito di cittadini e un plotone di agguerriti avvocati si preparano al 30 giugno, quando scatterà la possibilità di intentare `class action`, le cause collettive di consumatori e utenti. Azioni legali tipo `Erin Brockovich`, sia pur rivedute all`italiana, che hanno scatenato la voglia di rivalsa in migliaia di persone che si considerano vittime di soprusi e disservizi. La data è ormai alle porte, anche se le richieste di allungare i tempi e cambiare le norme si moltiplicano e trovano sostenitori eccellenti: dal governatore della Banca d`Italia Mario Draghi, che ha invocato una revisione dei punti più controversi, alla presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, la quale ha sollecitato il governo a “prendersi più tempo sulla class action“. Per ora fa muro il ministro Renato Brunetta, che esclude il rinvio e punta a estendere i ricorsi alla pubblica amministrazione.
E così, in vista del 30 giugno, centinaia di azioni risarcitorie sono pronte in tutta Italia. Decine e decine di migliaia le adesioni alle class action lanciate in questi mesi. Per sottoscriverle bastava riempire un modulo on line e pagare la tessera di una delle molteplici organizzazioni di consumatori, che hanno visto così un`impennata di nuovi soci. La palma di causa più `affollata` potrebbe andare a quella di un folto drappello di cittadini di piccoli comuni: sono 8 mila le mail di adesione giunte al portavoce del Coordinamento nazionale dei piccoli paesi, Virgilio Caivano, alla causa collettiva contro Poste italiane, per i danni provocati dai ritardi nei recapiti. L`avvocato torinese Michele Bonetti guiderà invece la class action dell`Udu (Unione degli universitari) contro l`ateneo di Torino: l`aumento delle tasse di iscrizione avrebbe violato il tetto del 20 per cento dei finanziamenti statali. Totale da rimborsare: 6 milioni di euro. Per il caro acqua rischiano i consorzi privati locali: la Federconsumatori di Pescara ha già concluso la raccolta di firme per la class action contro l`Ato abruzzese. Così come a Formia è partita la mobilitazione del Comitato spontaneo di lotta contro Acqua Latina.
Carlo Rienzi, presidente di Codacons, ha nei cassetti di tre studi legali solo a Roma 32 cause, di cui cinque partiranno già da fine mese. Ma sono 150 in tutta Italia gli avvocati Codacons pronti ad avviare piccole e grandi azioni collettive: dai danni per le buche stradali alle lista d`attesa negli ospedali o alle auto diesel vendute dietro promesse di risparmio sul carburante. Persino una contro Confcommercio per l`aumento dei prezzi dall`entrata dell`euro. Ma il vero fiore all`occhiello, al momento, è una class action contro lo Stato da 4 miliardi e 800 milioni, quasi un `tesoretto`. Si tratta dei 40 mila euro che spettano, secondo una norma europea, a ognuno dei 120 mila medici che si sono specializzati negli anni dall`82 al `91 e che invece hanno lavorato gratuitamente durante il corso. “Lo Stato ha recepito la direttiva europea in ritardo e ha riconosciuto questo diritto solo agli specializzati a partire dal `92, dimenticandosi degli altri“, spiega l`avvocato Gino Giuliano: “Alla class action hanno aderito finora 1.350 medici di Lazio e Campania. Ma si è sempre in tempo fino alla sua conclusione. Un migliaio sono quelli che hanno già ottenuto il pagamento con cause individuali“.
Numeri da capogiro anche dall`Adoc, che annuncia due importanti class action nazionali contro il caro libri scolastici e le spese non dovute per la spedizione delle fatture Telecom, per un valore, rispettivamente, di 90 e 60 milioni di euro. Lo studio dell`avvocato Marino Bin e associati mette in campo 14 legali per citare, a Torino e Milano, due colossi dell`economia. Per il caro libri la class action contesta l`aumento del 12-15 per cento di tutti i testi scolastici (con un maggior esborso per le famiglie da 80 a 400 euro), secondo un accordo di `cartello` tra le principali case editrici già sanzionato dall`Antitrust. “In pochi giorni“, dice Bin, “abbiamo ricevuto centinaia di moduli di adesione“.
A Milano, dove ha sede legale Telecom, la class action potrebbe riguardare 20 milioni di abbonati al fisso che hanno dovuto pagare 30 euro di spese di spedizione per cinque anni. Ci sono già pronunciamenti di sentenze e una condanna del Garante delle comunicazioni.
Con numeri a cinque o sei zeri di questo tipo c`è ovviamente anche una corsa all`accaparramento della class action più ricca. Su Trenitalia, per i ripetuti ritardi dei treni dei pendolari che fanno perdere ore di lavoro, hanno puntato gli occhi gli studi legali di tre Associazioni: Adoc, Federconsumatori e Adusbef. Per Telecom, oltre alle spese di spedizioni indebite, c`è l`ampio capitolo delle bollette gonfiate per servizi e telefonate all`899 non richiesti. Su questo punto, Altroconsumo annuncia una class action iniziale di 3 mila firmatari, che da Milano potrebbe allargarsi in tutto il Paese. Wind dovrà invece rispondere dell`aumento tariffario improvviso da 10 a 12 centesimi: anche qui l`Aduc annuncia una class action milionaria. Se gli italiani si fanno i conti in tasca, sognando l`agognato rimborso, c`è chi, tra gli addetti ai lavori, pensa che si tratti di una bolla di sapone, un business solo per avvocati e associazioni. “La legge è troppo macchinosa“, sostiene il presidente dell`Aduc Vincenzo Donvito: “La sentenza di class action non ha nessuna esecutività, fissa solo i criteri di pagamento dei rimborsi, non quantificando nulla. La proposta di rimborso, ad esempio, deve essere fatta dall`azienda. Se questa non risponde, si dà il via a una conciliazione e poi a un`altra causa civile. C`è il rischio che passino anni“. Dello stesso avviso anche Adiconsum, che non annuncia alcuna class action, ma dichiara di voler continuare con la conciliazione fuori dai tribunali. “La legge oltre al rimborso non prevede la punibilità dei comportamenti scorretti che quindi continuano“, spiega l`avvocato Antonio Tanza, che da Lecce, per conto di Adusbef, citerà sette principali istituti di credito e la stessa Abi per il “caro interessi e asimmetrici“(cioè non equilibrati tra attivi e passivi) e le indebite spese di portabilità in una class action colossale che ha già avuto, in pochi mesi, rispettivamente 16 mila, 13 mila e 2 mila moduli di adesione. Cifre da capogiro quelle evocate da Marco Paccagnella di Federcontribuenti, che da Padova sta per far partire una class action che potrebbe coinvolgere fino a un milione di persone. Tanti quanti sono i `truffati` da telefonate che offrono buoni vacanze gratuite per poi arrivare alla firma (più o meno inconsapevole) su un contratto di `time sharing`, cioè l`acquisto di una settimana di vacanza per 50 anni a costi da 18 a 20 mila euro.
A completare il quadro, è ai nastri di partenza anche una causa collettiva da export. Al confine con la Svizzera, nei comuni lombardi di Giaggiolo e Cantello, 2.998 cittadini che vivono a ridosso di una discarica ticinese presenteranno con l`Aidaa una class action ambientale contro il governo del Ticino: la richiesta di risarcimento è di un milione di euro. n Funziona così La class action, cioè l`azione collettiva risarcitoria a tutela dei consumatori introdotta dalla Finanziaria 2008, entra in vigore il prossimo 30 giugno. Si tratta di un importante strumento che arriva dagli Stati Uniti dove, negli ultimi anni, le cause contro le grandi multinazionali hanno portato a decine di risarcimenti milionari. Con la class action, tutti i consumatori o gli utenti che si sentiranno danneggiati dal comportamento di un`impresa o di una società fornitrice di beni o servizi, potranno fare causa per ottenere un risarcimento. A decidere sul diritto al risarcimento sarà il giudice, mentre la sua quantificazione avverrà o su proposta dell`impresa o, in mancanza di essa o dell`accettazione da parte dei promotori della class action, in camera di conciliazione. Legittimati ad agire saranno, oltre alle 16 associazioni nazionali iscritte al Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti, i movimenti o i comitati considerati adeguatamente rappresentativi degli interessi collettivi fatti valere, e i singoli consumatori o utenti mediante autonomo intervento in giudizio.
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