11 Novembre 2008

Lotta all’usura, 2 associazioni si contendono la “piazza”

Dopo lo Snarp annunciata la nascita del Cspm: dicono di voler collaborare tra di loro ma intanto si lanciano frecciate

Udine  Si chiama Cespm (Centro studi europeo politiche migratorie) ed ha visto la luce, in Friuli, nel 2007, attivando il primo Dipartimento antiusura-antiracket con la delegazione guidata dall’ex dirigente bancario Luigi Morandini. Nei prossimi mesi prenderanno forma anche le altre due branche operative della onlus – flussi migratori e sicurezza del cittadino – che, a livello nazionale, assunse il nome attuale nel 2006 (www.cespm.org).  Il Dipartimento – ancora in attesa di ottenere una sede definitiva anche se per ora si riunisce a Udine, in via Luino 54 – chiede la collaborazione delle forze dell’ordine e della Prefettura e annuncia un imminente accordo operativo con il Codacons. Intanto, qualche sassolino dalla scarpa Morandini vuole toglierselo: «Possiamo fregiarci del simbolo dell’Onu in quanto siamo stati accettati come membri nella Areas anti-human trafficking». Quanto ai rapporti con il nascente Snarp retto da Franco Pipan, a livello locale, che dovrebbe trovare ospitalità nella sede cittadina della Dc dell’onorevole Angelo Sandri, Morandini mette le mani avanti: «Il nostro servizio è del tutto gratuito per il cittadino, noi siamo tutti volontari e, soprattutto, non ci colleghiamo ad alcun partito politico» – puntualizza, mentre stende la mano allo Snarp "buono" che pochi giorni fa ha presentato il primo progetto antiusura, ma con un distinguo: «Diamo il benvenuto allo Snarp se si spoglia di divise politiche e se ci viene al fianco gratuitamente per debellare e prevenire cancri dell’umanità, quali racket e usura». Pronta arriva la risposta di Pipan, il "fiduciario" in Friuli del presidente nazionale Petrino: «Noi non facciamo politica, siamo però convinti che avere un ombrello protettivo politico dia più forza ai nostri progetti e soprattutto aiuti le vittime ad accedere più facilmente ai fondi nazionali loro destinati e ad accelerare le pratiche burocratiche». Si prospetta una guerra intestina fra associazioni con le stesse finalità? A questo punto la linea diventa più soft e il Dipartimento friulano antiracket precisa, a scanso di equivoci: «Rinnoviamo ancora una volta un caldo saluto come è costume tra organismi con finalità simili e con la stessa intensità che già manifestammo nella riunione di fine maggio 2008 organizzata dalla Dc di Sandri». Ed ecco che arriva un’altra stoccata: «Ovviamente essendo noi una associazione di nessuna tendenza partitica collettiva, speriamo sempre che anche le organizzazioni a noi parallele seguano il nostro esempio, nella convinzione che non si può servire "mammone e Dio" come diceva Cristo; da ciò possono nascere i "distinguo" che non sono dichiarazioni di inimicizia o di contrasto, i nostri nemici non sono i galantuomini, ma gli strozzini e i mafiosi».

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