19 Settembre 2019

Lotta alle tv pirata, scoperta centrale a Palermo: il blitz cambia tutto (e gli utenti rischiano)

 

Blitz contro le tv pirata, scoperta centrale anche a Palermo. Brutte notizie per chi è solito guardare le partite di calcio, le serie tv e i film attraverso servizi di streaming illegali: con un maxi blitz condotto da 100 agenti del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche della guardia di finanza a Palermo e in altre città d’ Italia, è stata effettuata una vasta operazione a livello internazionale per contrastare le tv pirata. In particolare, le Fiamme Gialle hanno sgominato la più rilevante organizzazione clandestina mondiale ideatrice e principale responsabile della capillare diffusione illegale via Internet delle emittenti televisive a pagamento, più comunemente conosciute con il nome di IPTV (Internet Protocol Television), sequestrando e oscurando la piattaforma informatica ‘Xtream Codes’. Nel dettaglio, informano le Fiamme Gialle, otto ordini europei di indagine nei confronti di un’ associazione a delinquere a carattere trasnazionale emessi dalla Procura della Repubblica di Napoli sono eseguiti simultaneamente in Olanda, Francia, Grecia, Germania e Bulgaria con numerose perquisizioni sul territorio nazionale. Proprio nelle scorse settimane la polizia al termine di una complicata indagine “ad elevato contenuto tecnologico” aveva disarticolato un’ infrastruttura informatica pirata, che permetteva la riproduzione abusiva, attraverso internet, dell’ intero palinsesto Sky. A finire nei guai era stato un palermitano di 35 anni della zona Medaglie d’ Oro. Nel suo appartamento trovati 57 decoder e ben 186.900 euro in contanti. Il palermitano possedeva quello che in gergo si chiama “pezzotto”. Ovvero un semplice dispositivo domestico capace di offire la possibilità di accedere all’ intero palinsesto, nazionale ed internazionale, delle più note emittenti satellitari a pagamento. Blitz contro le tv pirata: cosa succede adesso e cosa rischiano gli utenti Ma cosa succederà a questi canali ”pirata”? Cosa rischiano gli utenti? L’ indagine tecnico informatica estremamente accurata sulla diffusione dei segnali in streaming effettuato dalla Polizia Postale ha consentito di individuare le sorgenti estere dalle quali parte il segnale ‘pirata’: oscurando tali sorgenti i canali in cui venivano trasmesse illegalmente in streaming, partite, serie e film non saranno più visibili. Molto elevati i numeri relativi alle persone coinvolte: secondo quando riportato dalla Guardia di Finanza, sarebbero 5 milioni gli utenti che hanno usufruito di questi servizi soltanto in Italia. Invece, il giro d’ affari per le IPTV bloccate è stimato intorno ai 2 miliardi di euro. Individuati inoltre circa 200 tra conti PayPal, postepay, conti correnti bancari e wallet bit coin, tuttora oggetto di indagine. Sequestrati oltre 200 server e 80 domini, con 20 perquisizioni effettuate in tutta Europa presso sedi di società e provider. Una fitta rete commerciale, diffusa su tutto il territorio nazionale e con basi prevalentemente in Lombardia, Veneto, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia riceveva il segnale grazie a questa tecnologia acquisendo illegalmente interi pacchetti di contenuti per la successiva rivendita al cliente finale ad un prezzo di 12 Euro circa consentendo di vedere tutti i principali palinsesti TV con un unico abbonamento. Cosa succederà ai gestori delle tv pirata e agli utenti? A rispondere è direttamente la Gdf: ”Nei confronti dei responsabili dell’ organizzazione si procede per Associazione a delinquere finalizzata alla riproduzione e commercializzazione illecita di IPTV con la circostanza aggravata del reato trasnazionale; nei confronti dei fruitori del servizio è prevista la reclusione da sei mesi a 3 anni e la multa fino a 25.822 Euro”. Gli utenti abbonati alla piattaforma Xtream Codes sono quelli più a rischio: al momento dello “spegnimento” ce n’ erano 700mila online che stavano usufruendo del servizio. Blitz contro le tv pirata: sequestri e indagati in tutta Italia Sequestrate 150 carte tra carte di debito, postepay, account paypal e un conto corrente e complessivamente 25 gli indagati con diverse centrali collegate alla piattaforma scoperte sia in Italia – a Palermo e Roma, Taranto, Avellino, Caserta, Cosenza, Messina, Vicenza, Bari – che all’ estero – tra cui Svizzera, Malta, Olanda e Francia. Il gruppo aveva una rilevante base operativa nel capoluogo partenopeo: sono proprio di Napoli due degli indagati, considerati rispettivamente capo del sodalizio e organizzatore. Inoltre, nell’ operazione internazionale ‘Eclissi’, coordinata dalla Procura di Roma e a livello internazionale dalle Agenzie europee Eurojust ed Europol, con la cooperazione delle Polizie e delle autorità giudiziarie dei cinque Paesi europei, a supporto degli uomini della Polizia Postale, si è mirato a smantellare e oscurare il sistema che, convertendo il segnale analogico delle Pay Tv (Sky, Dazn, Mediaset, Netflix e altri), lo trasformava illegalmente in segnale web-digitale. Blitz contro le tv pirata: il ringraziamento del palermitano Miccichè “Desidero – ha detto il Presidente della Lega Serie A, il palermitano Gaetano Miccichè -complimentarmi con le forze dell’ ordine per questa operazione senza precedenti. La pirateria è una piaga che drena risorse altrimenti investite e alimenta circuiti malavitosi. Solo in Italia i danni economici e di impiego superano il miliardo di euro. La Lega Serie A ha stanziato dei fondi per combattere questo fenomeno criminale e il nostro obiettivo è quello di ridurre sensibilmente il numero dei pirati già in questo campionato, fino ad azzerare nel breve periodo la trasmissione illegale dei flussi audiovisivi”. “Operazioni come quella di oggi ci dimostrano che siamo sulla strada giusta -ha aggiunto Miccichè-. Siamo certi che questo sia il primo grande passo di una serie di importanti operazioni e posso assicurare che la Lega Serie A non farà mai mancare il suo supporto e la sua collaborazione”. Blitz contro le tv pirata, il Codacons: “Con la pirateria aumentano i prezzi” “Rivolgiamo un plauso alle Fiamme Gialle per l’ importante operazione a tutela della legalità e degli utenti onesti. Il fenomeno della pirateria nel mondo delle pay-tv va avanti da anni e coinvolge più di 5 milioni di italiani. Oltre a rappresentare una forma di illegalità, la pirateria porta ad un ingiusto incremento delle tariffe a carico di chi si abbona in modo regolare alle tv a pagamento”. Lo afferma il presidente del Codacons Carlo Rienzi sull’ operazione contro la pirateria nel settore delle pay-tv. In base alle stime del Codacons, infatti, la forte diffusione di piattaforme che consentono di vedere gratuitamente le pay-tv, ha effetti fino al +10% sui prezzi degli abbonamenti televisivi, a discapito di tutti gli utenti che in modo regolare acquistano pacchetti legati alle tv a pagamento.

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