6 Novembre 2010

Lotta alla prostituzione di strada il governo vara il foglio di via

ROMA – Giro di vite sulla prostituzione: arriva il foglio di via per le lucciole. Non per tutte però: solo per quelle che lavorano in strada. La novità è contenuta nel nuovo pacchetto sicurezza – composto da un disegno di legge e un decreto – messo a punto dal ministro dell´Interno, Roberto Maroni. Sulla prostituzione, l´intervento del governo è duplice. Il ddl prevede innanzitutto il foglio di via per le prostitute di strada, che violano le ordinanze dei sindaci in materia. In pratica, il questore può vietare alla lucciola di ritornare, senza preventiva autorizzazione o per un periodo non superiore a tre anni, nel Comune dal quale viene allontanata. Non solo. Nel pacchetto sicurezza viene inserito anche parte del ddl Carfagna: in particolare gli articoli 1, 2 e 4 che prevedono sanzioni per il cliente e il reato di prostituzione in luogo pubblico o aperto al pubblico. E questo perché, come spiega il premier Silvio Berlusconi, il ddl Carfagna «non procedeva in Parlamento». «L´obiettivo – ribadisce il ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna – è quello di togliere linfa alle organizzazioni criminali che lucrano sul corpo delle donne, spesso giovanissime, nella maggioranza dei casi straniere». Insorge però l´opposizione, che non evita i toni sarcastici. «Maroni vuole espellere le prostitute di strada? – chiede Livia Turco (Pd) – e cosa ci dice invece di quelle che lavorano nelle case di lusso?». Per il leader Udc, Pierferdinando Casini, «siamo ancora agli spot. Oggi – aggiunge – il governo ha approvato la norma antiprostituzione e ci vuole un coraggio da leoni». Secondo Fabio Evangelisti (Idv), si tratta di «un caso evidente di umorismo involontario e siamo curiosi di conoscere quali nuove misure saranno previste per la prostituzione di palazzo». «Le ragazze dei giri di Berlusconi si chiamano escort – commenta la senatrice radicale Donatella Poretti – quelle per strada si chiamano prostitute e solo per quelle si prospetta il reato». Contrarie al foglio di via anche molte associazioni: «Nessuna emergenza prostituzione nel Paese è tale da giustificare interventi urgenti come quelli di oggi – sostiene Pia Covre, leader del Comitato diritti civili delle prostitute – la vera emergenza prostituzione è solo nel governo». «Se il Parlamento, con una apposita legge, vieta la prostituzione in strada – aggiunge il Codacons – allora si può applicare il foglio di via. Non si può invece applicare una tale misura sulla base di una semplice ordinanza di un sindaco, ordinanze ritenute illegali laddove sono già state impugnate al Tar».

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