30 Ottobre 2015

Lorenzin «Sulla carne un allarme ingiustificato»

Lorenzin «Sulla carne un allarme ingiustificato»

Lorenzin «Sulla carne un allarme ingiustificato»
ROMA. Un «allarme ingiustificato». A pochi giorni dalla pubblicazione dello studio dell’ Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) sul rischio cancerogeno delle carni rosse e lavorate, la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, attacca l’ istituzione internazionale e sottolinea come lo studio completo non sia ancora disponibile, e lo sarà solo nella «seconda metà del 2016». Replica a distanza Kurt Straif, a capo del programma monografie dell’ International agency for research on cancer (Iarc) dell’ Oms: «L’ annuncio dello Iarc» sul rischio cancerogeno delle carni rosse e lavorate «non era allarmista» e «sono stati identificati dei rischi» e il report finale, «che sarà disponibile a metà 2016, esporrà le medesime conclusioni. La nuova valutazione dello Iarc rafforza le raccomandazioni esistenti da parte delle autorità sanitarie di limitare il consumo di carni rosse e di carni lavorate per ridurre il rischio di cancro del colon -retto». Lo studio Oms, che ha suscitato molteplici polemiche, «noi non lo abbiamo – ha detto Lorenzin -. Ne abbiamo vista una sintesi sulla rivista Lancet. Abbiamo chiesto di avere il testo completo, ma ci dicono che lo studio non sarà pronto prima della seconda metà del 2016. Intanto però allarmismo è stato fatto, ed in modo ingiustificato». Quindi, ha avvertito Lorenzin, «non creiamo allarmismi che non ci sono e affidiamoci invece alla dieta mediterranea». Un punto di vista condiviso dal ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina: «Ribadisco che non vanno assolutamente creati allarmismi esagerati, anche perché queste ricerche sono note da tempo e il tema vero che pongono è quello della corretta dieta, dell’ equilibrio tra quantità, qualità, composizione nutrizionale degli alimenti». A tranquillizzare è anche l’ Ordine dei medici veterinari di Milano. L’ Ordine rassicura infatti sulla «qualità dei lavorati presenti sul mercato europeo, che non contengono le sostanze presenti nei lavorati analizzati dall’ Oms», e suggerisce un «metodo di etichettatura obbligatorio e completo a tutela del consumatore». Lo studio Oms, rilevano i veterinari, «ha preso come campione insaccati lavorati contenenti sostanze e prodotti per la conservazione o per il fissaggio di gusto e sapidità non presenti nell’ Ue e, soprattutto, in Italia. L’ analisi, infatti, è stata svolta interamente su prodotti provenienti dalle Americhe, realtà che non gode degli standard di controllo qualità presenti in Europa, tra i più elevati e scrupolosi al mondo». Anche il Codacons chiede di rendere obbligatoria in etichetta l’ indicazione di origine delle materie prime.
 

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