13 Gennaio 2015

Lorenzin: stop al fumo in auto con minori

Lorenzin: stop al fumo in auto con minori

ROMA. Stop alla sigaretta in auto, se si viaggia con minori. Ci aveva già provato, il ministro per la Salute, Beatrice Lorenzin, nel luglio 2013. Allora, le era andata male, dopo uno scontro epico in Consiglio dei ministri con Emma Bonino, collega della Farnesina. Che si era opposta con fermezza al «proibizionismo» che stava per essere varato. Stavolta, invece, il decreto legge Lorenzin – incinta di due gemelli, maschio e femmina, che partorirà ad aprile – pare abbia la strada spianata. Donata Lenzi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali di Montecitorio, ha già dato il suo plauso. Facendo sapere che il Pd appoggia «sia il no al fumo in auto con minori a bordo, sia le norme che vietino la pubblicità occulta». Il decreto è già praticamente legge, fa sapere Lenzi. L’ unica, per la verità, a sposare al volo l’ antifumo a quattro ruote. La comunicazione ufficiale del decreto allo studio è arrivata ieri. Quasi in contemporanea alla drammatica notizia del tumore ai polmoni che ha colpito Emma Bonino, come lei stessa ha fatto sapere a Radio Radicale. In realtà, il “decreto Lorenzinin” – a dieci anni dalla legge Sirchia sullo stop al fumo nei locali pubblici – in qualche modo è già stato anticipato dalle case automobilistiche. Quasi tutte, e ormai da anni, non forniscono più vetture dotate di portacenere. Un tempo era normale: c’ era e basta. Ora invece è diventato un optional: su richiesta, come la vernice metallizzata. Ma gratuito. Così come l’ accendisigari, trasformato in presa di corrente per ricaricare il cellulare. Anche in questo caso, l’ accendino da auto si può avere. Su richiesta. Sebbene i fumatori più accaniti, da qualche tempo pare stiano puntando su modelli con tettuccio apribile. Per tutti gli altri, finestrino giù di due centimetri persino in pieno inverno sottozero, in modo da mandare l’ abitacolo in decompressione ed eliminare il fumo. Chi invece crede di risolvere la faccenda attivando il condizionatore sappia che proprio no. Anzi. I filtri si sporcano molto di più. Evanno cambiati as sai di frequente, per evitare aria magari fresca ma irrespirabile. Quanto a chi fuma(va) dentro l’ abitacolo in condizioni di umidità: la nicotina, avvertono gli esperti, si deposita su parabrezza e finestrini. Non proprio sanissimo. Anche se magari sarà quasi un ricordo, se dovesse passare il decreto che Lorenzin sta studiando. E che- insieme al divieto di pubblicità occulta delle “bionde” – mira a prevenire il tabagismo nei minori. Che pare si accendano la prima sigaretta addirittura a 11-12 anni. La stessa età del primo sorso alcolico. Per non parlare dei circa 70 mila morti l’ anno per patologie correlate al fumo. Con un 38% di bambini esposti al fumo passivo di un genitore fin dal secondo anno di vita. Con danni stranoti -asma, bronchite, infarto e tumori – certificati dall’ Organizzazione mondiale della Sanità. Abbastanza, insomma, perché la lotta al fumo sia «una priorità dell’ Italia e dell’ Europa». In attesa che un’ analoga doverosa campagna arrivi anche contro l’ alcol, il futuro decreto riceve il plauso del Codacons. Che al fumo passivo di chi sta nell’ auto del fumatore aggiunge il pericolo di incidenti stradali. Precisando che la distrazione media è di 11,5 secondi per fumare, contro i 10,6 per comporre un numero al cellulare, altrettanto pericoloso ovvio. D’ altronde ai tempi della Formula Uno senza divieto di pubblicizzare le sigarette, un campione del calibro di James Hunt aspettava il fine gara prima di accendersi una sigaretta. Se le infilava nel taschino della tuta. Manco il tempo di togliersi il casco e via: una boccata liberatoria.

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