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16 Maggio 2016

Lorenzin rilancia «La mia proposta è di raddoppiare il bonus bebè»

Lorenzin rilancia «La mia proposta è di raddoppiare il bonus bebè»

Il bonus bebè potrebbe raddoppiare. L’ ipotesi, contenuta in un progetto del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, è stata confermata dalla stessa nel corso della giornata di ieri quando, dopo le dichiarazioni rilasciate al quotidiano «La Repubblica», è intervenuta «Rainews24». Il Ministro ha avvallato la volontà di intervenire ulteriormente rispetto al contributo già destinato alle famiglie che decidono di procreare e colto l’ occasione per sviscerare dati emblematici in relazione alle nascite: «Siamo a 480mila bambini nati, nel corso degli ultimi anni ne abbiamo persi tanti quanto gli abitanti di una grande città. Se andiamo avanti così tra due lustri nasceranno solo 350mila bambini. Vuol dire che il Paese muore». «Pesa la crisi economica» Per tale situazione, rimarca il Ministro, non può non esserci una correlazione «con la crisi economica, per questo il bonus può avere un significato importante per i circa due terzi dei genitori che stanno sotto la soglia di 25mila euro di Isee. Serve una politica di sostegno delle nascite che si basi su aiuti diretti oltre ad altri interventi che agevolino, ad esempio, il sostegno alla maternità e la garanzia dei servizi». L’ ipotesi, ha spiegato il Ministro, prevede un contributo «di 160 euro mensili per il primo figlio e 240 per il secondo che, nei casi in cui l’ Isee è particolarmente basso, possono arrivare a 320 euro». I soldi, ha chiosato il Ministro, vanno trovati «perché ne va del nostro futuro. Sono sicura che il premier Matteo Renzi, che ha 40 anni e due figli, come me è sensibile alla questione demografica e accetterà le mie proposte, le quali saranno appoggiate nella legge di Stabilità da Ncd». Fonti di Palazzo Chigi hanno poi chiarito che l’ ipotesi del raddoppio del bonus bebè è solo una delle proposte in campo, definendo prioritario, prima ancora delle singole iniziative, uno sguardo complessivo sugli strumenti di welfare. Al momento il bonus bebè è previsto per i bambini nati dal primo gennaio 2015 al 31 dicembre del 2017 (nelle intenzioni della Lorenzin la durata andrebbe estesa al 2020) e riconosciuto ai nuclei familiari con Isee inferiore a 25mila euro annui e a quelli che non superano i 7mila. I primi ricevono 80 euro al mese (960 all’ anno) per ciascun figlio, i secondi 160 euro (1.920 all’ anno). Occorre fare domanda all’ Inps per essere ammessi al contributo che resta valido anche per i figli in affido o adottati fino al terzo anno di età o di ingresso nel nucleo familiare. Prime reazioni politiche Valentina Castaldini, portavoce del Nuovo Centrodestra, ha sposato la proposta poiché «la famiglia è il vero motore della società e il nostro auspicio è che tutto il Parlamento la sostenga». Per il deputato Pd, Dario Ginefra, il Ministro «ha ragione quando denuncia il rischio di un crac demografico, ma non bastano i bonus o i super bonus bebè a creare le condizioni per bloccare la deriva». Il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, ritiene che la proposta sia «l’ ennesima sparata di un governo disperato. Renzi teme le amministrative, sa che sul referendum costituzionale rischia grosso e dice o fa dire fesserie a raffica». Il Codacons, commentando l’ ipotesi, nota infine che «gli importi di cui si parla in queste ore appaiono ancora deboli. La crisi economica che ha investito il Paese negli ultimi anni, infatti, ha reso sempre più difficile per le famiglie mettere al mondo un figlio: se da un lato i cittadini hanno perso potere d’ acquisto, dall’ altro i costi a loro carico sono saliti». •
 
 

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