13 Maggio 2017

Lorenzin: c’ è emergenza, tuteliamo la salute A scuola con il certificato

Lorenzin: c’ è emergenza, tuteliamo la salute A scuola con il certificato

 
la ministra: drammatico il calo delle coperture, colpa delle fake news. i medici di famiglia: scelta giusta
Sui vaccini non ci possono essere dilazioni, è emergenza nazionale, dicono al ministero della Salute. E a quanto pare non ci saranno lungaggini visto che nel corso del Consiglio dei ministri di ieri Beatrice Lorenzin ha delineato l’ obiettivo che il decreto venga varato entro la prossima settimana. Il testo base sull’ obbligo vaccinale è a buon punto, è composto da due articoli. Prevede che i certificati vaccinali dovranno essere esibiti per l’ iscrizione alle scuole «di ogni ordine e grado, pubbliche e private». I «responsabili dei servizi educativi, pubblici e privati, e dei dirigenti scolastici delle scuole di ogni ordine e grado, pubbliche e private», saranno quindi obbligati a rifiutare l’ iscrizione se non verrà consegnata la certificazione che dimostra la vaccinazione, a meno che il bambino o il ragazzo non possa essere vaccinato (o nel caso in cui debba rinviare la vaccinazione) per ragioni legate alle sue particolari condizioni di salute. Il testo sarà all’ ordine del giorno del consiglio dei ministri resumibilmente il prossimo venerdì. La questione va affrontata per rispettare in primis il diritto alla salute, diritto prioritario dicono al ministero. I dati sono sconfortanti, il ministero parla di drammatico calo della copertura vaccinale, e dunque urge una risposta concreta per tutelare figli e genitori. E, anche, i figli dai genitori, nel caso in cui papà e mamma prendessero decisioni sulla salute del figlio nonché sul rischio contagio anche dei compagni contrarie alle indicazioni del ministero fondate su acclarati dati scientifici. Il vaccino non è una opinione. A riguardo sono netti i medici di famiglia che con la Fimmg dichiarano: «Chi non vaccina i propri figli lede il diritto alla salute e all’ istruzione dei bambini che non possono essere vaccinati per motivi di salute» . E auspicano anche campagne di sensibilizzazione: «Perché si possano immunizzare anche quelle decine di migliaia di bambini e ragazzi ancora non vaccinati occorre però un maggior coinvolgimento nella campagne di educazione alla vaccinazione dei medici di famiglia». Nei mesi passati alcune Regioni hanno annunciato che volevano fare la vaccinazione obbligatoria. Per prima è scesa in campo l’ Emilia Romagna con l’ obbligo di vaccinarsi per accedere agli asili nido. La legge, salutata subito positivamente dalla ministra della Salute è stata criticata dal Codacons e dai genitori contrari ai vaccini. Per il 13 giugno è fissata l’ udienza al Tar dell’ Emilia-Romagna. Ma parallelamente c’ è stato un pressing delle Regioni sulla Lorenzin. Se c’ è una legge nazionale le Regioni devono eseguire e non esporsi in prima linea. E poi, possiamo avere tante regole diverse sui vaccini sulla base delle delibere delle singole amministrazioni? Sarebbe il caos. Nel frattempo scienziati e medici hanno preso posizioni chiare. Poi è scattato anche l’ allarme, prima per i casi di meningite, poi per quelli di morbillo. Che la popolazione debba vaccinarsi è ormai opinione diffusa. Ma è gratis o si paga? Il ministero chiarisce alcune dichiarazioni bizzarre circolate a proposito. Esiste il piano nazionale vaccini, nel piano è scritto che i vaccini sono gratuiti, ci sono anche i Lea (livelli essenziali di assistenza), il finanziamento è cospicuo, pari a un miliardo. Chiaro che se poi sull’ onda della paura tutti decidono all’ improvviso di vaccinarsi contro la meningite, possono non esserci le coperture «giornaliere». Vaccinarsi non è come «l’ assalto ai forni». Si riceve una lettera a casa, con un appuntamento, c’ è una programmazione. Dunque nessun dubbio sul costo per il cittadino e sulla disponibilità. I vaccini sono gratuiti. A fronte del piano finanziato e funzionante, la novità che introdurrà il decreto riguarda l’ obbligo scolastico. Una volta approvato, chi non vaccina i figli non potrà iscriverli a scuola. Viene smontata la posizione di quei genitori che dicono «io voglio decidere se vaccinare mio figlio». Non si tratta di questioni strettamente personali. E finisce col voler dire: «Io voglio decidere se infettare gli altri», dopo aver preso una decisione che i minori non sono in grado di valutare.
 

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