5 Aprile 2016

Lombardia, spese pazze in Regione

Lombardia, spese pazze in Regione

Avevano fatto recapitare al Pirellone le ricevute di ristorati, sushi bar, soggiorni in rifugi in montagna e perfino di un pranzo di nozze, chiedendo rimborsi illeciti per circa 3 milioni di euro.  Nel mirino della Procura sono finiti ben 64 tra consiglieri ed ex consiglieri regionali di maggioranza e di opposizione che avevano chiesto ai loro gruppi consiliari di provvedere a spese che con gli obblighi di rappresentanza avevano poco o nulla che fare. Tra le spese più assurde, anche cartucce da caccia, barattoli di Nutella, il libro “Mignottocrazia” acquistato da Nicole Minetti e un rivelatore di autovelox comprato dal “Trota” Renzo Bossi.  Alcuni di loro hanno scelto di patteggiare, mentre altri hanno optato per il giudizio abbreviato. Adesso la Regione Lombardia si è costituita parte civile contro i 56 ex consiglieri che stanno affrontando il processo ordinario per le “spese pazze”, celebrato nell’aula bunker di piazza Filangeri, di fronte al carcere di San Vittore. Nessuno di loro, infatti, a differenza di alcuni ex colleghi, ha rimborsato un solo euro.  I giudici della decima sezione penale del Tribunale di Milano hanno ammesso come parte civile l’amministrazione regionale, mentre hanno escluso Codacons e le altre associazioni che ne avevano fatto richiesta. Resta da sciogliere il nodo sui testimoni. Il pm Paolo Filippini e i difensori degli imputati hanno chiesto di poter ascoltare in aula ben 1800 persone. In diverse liste testi, in ogni caso, ci sono dei “doppioni”, dato che diversi consiglieri hanno chiesto la deposizione in aula delle stesse persone. Si tornerà in aula il prossimo 19 aprile, quando la corte, presieduta da Gaetano La Rocca, deciderà se ammettere i testimoni e numerosi faldoni di documenti che le parti vorrebbero far acquisire come prove.

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