1 Febbraio 2013

L’ok di Bankitalia ai Monti-bond nel mirino del Tar

L’ok di Bankitalia ai Monti-bond nel mirino del Tar

 

 

Milano. Il via libera di Bankitalia ai Monti bond nel mirino del Tar e il rating Mps che passa sotto la scure delle agenzie di rating, diventando sempre più titolo «spazzatura». È sempre sotto i riflettori il Montepaschi di Siena che, per effetto dello scandalo-derivati, è ora costretto a chiedere 3,9 miliardi di aiuti di Stato, mentre Moody’ s e Standard & Poor’ s nel giro di ventiquattro ore hanno avviato manovre sul merito di credito della banca lanciando allarmi sui conti. Moody’ s ha messo il Monte sotto osservazione per un possibile downgrade, mentre S&P ha tagliato il rating da «BB+» a «BB» in vista delle «potenziali perdite» in bilancio per circa 700 milioni causate dai derivati noti coi nomi di Alexandria e Santorini. Con questo taglio, per S&P’ s, Mps scende ulteriormente nel territorio dei «Junk Bond», ovvero dei titoli spazzatura (scatta da BB+). L’ agenzia scrive che dall’ inchiesta della magistratura potrebbero emergere «perdite superiori a quelle previste». Nonostante la situazione sia caldissima il governatore Ignazio Visco è tornato a lanciare messaggi rassicuranti per il sistema bancario. Il numero uno di Via Nazionale, secondo quanto riferito dal neo presidente dell’ Abi, Antonio Patuelli, che subentra nell’ incarico lasciato da Giuseppe Mussari per lo scandalo Mps, ha confermato «la stabilità» del comparto. Intanto, un altro faro in questa bufera è stato acceso dal tribunale amministrativo del Lazio, su assist del Codacons, che ha convocato per domani i rappresentanti legali di Via Nazionale per acquisire «documentati chiarimenti» in merito ai Monti bond prenotati dalla banca per tamponare le perdite. La decisione è stata presa dopo che l’ associazione dei consumatori aveva presentato un ricorso d’ urgenza, chiedendo di annullare la delibera con la quale il Direttorio della Banca d’ Italia aveva espresso parere favorevole al ministero del Tesoro all’ emissione dei bond. Sul tavolo, quindi, ci sono i punti controversi messi in discussione dal ricorso, mentre non si esclude che possano essere richiesti anche gli interventi di Via XX Settembre e della Consob. In ambienti vicini a Palazzo Koch il ricorso viene definito inammissibile e infondato e si precisa che il Tar al momento ha soltanto accolto la richiesta di sentire le parti (così come previsto dal codice del processo amministrativo) ai fini di un’ eventuale misura cautelare. Mentre un’ eventuale adozione di misure è vista piuttosto improbabile. Al di là del Tar la vicenda Mps è stata oggetto di commenti dell’ Fmi (Fondo monetario internazionale, del presidente dell’ Eba, Andrea Enria, e del Ceo del Santander, Alfredo Saenz. Mentre l’ Fmi ha sottolineato che «la situazione viene monitorata da vicino dalle autorità di vigilanza italiane», il numero uno dell’ Authority europea delle banche, spesso criticata per gli stress-test, ha fatto notare come la richiesta di aumento di capitale per il Monte da oltre 3 miliardi avanzata a suo tempo fosse «giusta». D’ altro canto il numero uno di Santander Emilio Botin, interpellato nel corso della conference call sulla cessione a caro prezzo di Antonveneta, ha detto: «Tutte queste cose uscite sui media non hanno fondamento e, nel caso, si dimostrerà, se arriverà il momento». Guardando a Piazza Affari, infine, c’ è da dire che ieri per il titolo Mps è stata una seduta col segno più dopo il tracollo della vigilia. Mps ha guadagnato l’ 1,82% (a 0,24 euro) con scambi ancora molto intensi: 537 milioni di azioni, pari a circa il 5% del capitale. R. E. 01/02/2013.

 

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