L?odissea della spesa tra verdure e mandarini
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fonte:
- Il Messaggero
PERUGIA – In Umbria il costo della vita marcia a ritmo ridotto rispetto a quanto succede in altre regioni. Lo sostiene l?Istat citando i dati sull?inflazione del periodo 2002-2004, attirandosi ?le ire? delle associazioni dei consumatori. Una sfida che interessa poco le famiglie per le quali la spesa resta un?odissea nella quale ad esempio i prezzi di alcuni tipi di frutta e verdura di stagione hanno subito un?impennata del 50%.
I dati scientifici dicono che qui in tre anni il costo della vita è salito del 7,1% rispetto ad una media nazionale del 7,6%; quelli empirici, del Codacons Umbria, dicono invece che in Umbria, nello stesso periodo, i prezzi sarebbero saliti dell?80-90%. Non si tratta certo di una sorpresa considerando che lo stesso passaggio lira/euro, a suo tempo, è stato ?liquidato? con un tasso annuo di inflazione che nel 2002 in Umbria è stato del 2,4%. Un trend confermato negli anni successivi con il 2004, anzi, che ha mostrato un ulteriore raffreddamento dei prezzi con l?indice sceso al 2,1% annuo. Cifre che non riflettono il caro vita percepito, l?effetto incrociato tra rincari e perdita del potere d?acquisto che per il Codacons, «nel 2004 rispetto al 2002 non è inferiore al 15%».
È la polemica di sempre nella quale si incrociano dati scientifici e percezioni, medie ponderate e scontrini. Così, la vera sfida resta quella della spesa quotidiana, nella quale i prezzi dei beni primari continuano a salire: basti pensare che spinaci, cavolfiori e mandarini, rispetto ad un anno fa, costano dal 48 al 54% in più. Parallelamente, gli stipendi continuano a perdere terreno ed il potere d?acquisto è in caduta libera. Ma non per tutti e nella stessa misura.
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