16 Ottobre 2004

Locomotore senza conducente viaggia attraverso tre regioni

Locomotore senza conducente viaggia attraverso tre regioni

Un malore ha fatto cadere il macchinista dal mezzo, che ha percorso Calabria, Basilicata e Campania




Cosenza. La sua giornata di lavoro sembrava uguale a molte altre: un saluto ai colleghi, due chiacchiere davanti a un caffé della stazione e poi via, sui binari a effettuare gli ordinari lavori di manutenzione.
Invece in due ore si è trasformata in dramma. Che senza l`adeguata prontezza dei tecnici avrebbe potuto anche finire in tragedia: un locomotore senza guida, a una velocità media di 70 chilometri orari (ma, in alcuni punti in pendenza, con punte di circa 100 chilometri) ha attraversato tre regioni – Calabria, Basilicata e Campania – percorso oltre duecento chilometri prima di finire la sua corsa in un binario morto nella piccola stazione di Rutino, in provincia di Salerno.
Tutto ha inizio dopo le 7 di ieri mattina, quando Franco Siciliano, 48 anni, macchinista di una ditta che si occupa della manutenzione di convogli ferroviari, la “Ventura“, in servizio alla stazione di Longobardi (Cosenza), cade dalla motrice, probabilmente in seguito a un malore. Forse aziona la leva di partenza, tenta di risalire ma non ci riesce. Cadendo, batte la testa e perde i sensi. E così il locomotore comincia a prendere velocità, schizzando a 80 chilometri orari per circa due ore senza conducente.
Da Paola scatta subito l`allarme, tutte le stazioni vengono allertate, gli altri treni deviati su binari alternativi. Nella stazione di Marina di Maratea, in Basilicata, si effettua un primo tentativo di fermare la corsa del mezzo, ma fallisce. Tutto, quindi, si sposta a Rutino, nel Salernitano, dove si prevede di sfruttare un binario morto in salita, per rallentare il locomotore. Così avviene: il treno perde velocità fino ai 20 chilometri orari prima dell`impatto con i respingenti, contro cui si scontra al termine della sua folle corsa e deraglia abbattendo un pilone della linea elettrica. Per fortuna senza danni né feriti, tranne il conducente, che ha riportato un trauma cranico ed escoriazioni su tutto il corpo, guaribili in 15 giorni.
Lungo il tragitto, il treno impazzito è stato “scortato“ da polizia e carabinieri fino alla stazione di Rutino, da anni non presenziata da personale di Trenitalia, ma controllata a distanza. Gli abitanti del piccolo paese campano non si sono accorti di nulla.
Sulla vicenda, oltre alle Ferrovie dello Stato, stanno indagando anche gli agenti della sezione di polizia giudiziaria del compartimento della Polfer di Napoli. Gli investigatori vogliono accertare, oltre alla versione del conducente, come mai il locomotore abbia acquistato progressivamente velocità, dopo essere partito lentamente. Potrebbe essersi verificato infatti un problema all`impianto di frenatura (un dispositivo che viene utilizzato per bloccare il mezzo quando è in moto) o a quello che regola la velocità. Quello che viene escluso, invece, è che si sia trattato di un atto provocato intenzionalmente. Il Codacons ha chiesto che si faccia luce su quella che poteva diventare una strage, ma sul fatto sono state aperte due inchieste. Una giudiziaria della Procura e una amministrativa di rete ferroviaria italiana.


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