17 Luglio 2012

Locali pubblici, 7 anni senza ordinanze

Locali pubblici, 7 anni senza ordinanze

L’ ultima ordinanza del sindaco che disciplinava gli orari di apertura e di chiusura di bar e ristoranti risaliva al 30 marzo di sette anni fa. Troppi se si considera che da allora ad oggi sono sorti a Favara vari pub, decine di nuove pizzerie, rosticcerie, trattorie. A distanza di oltre sette anni c’ è la necessità di rideterminare la fascia oraria di apertura obbligatoria minima e massima degli esercizi per la somministrazione di alimenti e bevande e similari e attività di pubblico spettacolo e intrattenimento in genere. A tal fine, per questa mattina è stata convocata a Palazzo di Città dal sindaco Rosario Manganella e dal comandante della Polizia Municipale Gaetano Raia una conferenza di servizio con invito esteso ai rappresentanti della Confcommercio, della Cgil, della Cisl, dell’ Uil, dell’ Adiconsum, dell’ Adoc, del Codacons, della Federconsumatori. “Verrà proposta la bozza della nuova ordinanza che modifica quella precedente – commenta il primo cittadino – al fine di ottenere i necessari pareri”. L’ orario minimo di apertura degli esercizi pubblici per la somministrazione di alimenti e bevande è di 6 ore per quelli che ricadono sotto la tipologia “A” (ristoranti, trattorie ed esercizi similari), di 8 ore per quelli che ricadono sotto le tipologie “B” e “D” (bar, caffè, spacci di analcolici, gelaterie, pasticcerie ed esercizi similari), di 6 ore per quelli che ricadono sotto la tipologia “C” (esercizi nei quali la somministrazione viene effettuata congiuntamente ad attività di intrattenimento e svago). Fermo restando il rispetto della fascia oraria obbligatoria, con la nuova ordinanza, che il sindaco firmerà dopo avere ottenuto i pareri dei sindacati e delle associazioni che tutelano gli interessi dei consumatori, verrebbe data facoltà agli esercenti di ampliare la fascia stessa. In tal modo ristoranti, trattorie, pizzerie ed esercizi similari potrebbero aprire non prima delle 10 del mattino e chiudere non dopo le ore 2 di notte, ad eccezione del sabato e dei prefestivi il cui orario di chiusura non potrebbe protrarsi oltre le ore 3. Bar, caffè, gelaterie, pasticcerie e similari potrebbero anticipare l’ apertura alle 5 del mattino per chiudere alle 2 di notte, ad eccezione del sabato e prefestivi il cui orario di chiusura non potrà andare oltre le 3 del mattino. Vengono anche disciplinate le attività di intrattenimento musicale che devono cessare entro le ore 24. (*UR*)

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