28 Ottobre 2015

«Lo studio dell’ Oms lo abbiamo inviato al “Comitato nutrizione” per valutarlo»

«Lo studio dell’ Oms lo abbiamo inviato al “Comitato nutrizione” per valutarlo»

ROMA – «Nessun allarmismo». All’ indomani dell’ allerta lanciata dall’ Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) che ha indicato la carne rossa e quella lavorata come prodotti a rischio cancro per l’ uomo, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin (nella foto) rassicura: «In Italia abbiamo un sistema di lavorazione delle carni di altissimo livello e qualità. Le ricerche non devono spaventare». Ed aggiunge che la «marcia in più» per il nostro Paese è rappresentata dalla Dieta Mediterranea, «patrimonio dell’ umanità». «È molto difficile spiegare le procedure del dibattito all’ interno dell’ Oms ha affermato Lorenzin – e siamo ancora in una fase di studi preliminari, non di raccomandazioni. Bisogna leggere molto bene il documento dell’ Oms, che parla ovviamente delle diverse componenti all’ interno delle carni processate, come ad esempio i conservanti. Noi – ha aggiunto – abbiamo un sistema industriale tra i più avanzati del mondo, siamo tra quelli che hanno un regime più ristretto» ad esempio sul contenuto di sale o conservanti. Ma ciò che fa la differenza è appunto la Dieta Mediterranea: «Basta rispettarla, ma il problema è che negli anni abbiamo dimenticato la nostra tradizione e tendiamo a mangiare sempre più cibi processati». Ad ogni modo, ha precisato, «questo studio lo stiamo valutando e lo abbia mo inviato al Comitato per la nutrizione. Avremo modo di valutarlo». Anche il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina invita a «non generalizzare e cadere in allarmismi, mentre dobbiamo continuare il lavoro di educazione alimentare portato avanti anche nei 6 mesi di Expo». Ad offrire una chiave di lettura è poi lo stesso vice direttore generale dell’ Oms, Oleg Chestnov: «Sappiamo che alcuni alimenti, a causa del modo in cui vengono preparati e lavorati, possono portare a problemi di salute se magari assunti in misura eccessiva. Questi prodotti non vanno però eliminati dalla dieta, ma limitati», ha affermato. E un invito a lasciarsi «guidare dal buon senso» arriva anche dal presidente della Lega italiana per la lotta contro i tumori (Lilt), Francesco Schittulli, mentre il presidente dell’ Istituto superiore di sanità (Iss) Walter Ricciardi spiega che «selezionare attentamente i cibi e le quantità è il principale messaggio che deriva dallo studio dell’ Oms». Ciò che questo studio indica, sottolinea, «è che è fondamentale selezionare i cibi che ingeriamo, tenendo ben presente il fatto che più i cibi sono lavorati e trattati, più sono pericolosi, e minore, quindi, dovrà essere la loro quantità nella nostra dieta. Tuttavia, è sbagliato creare panico generalizzato». Ma le polemiche non si spengono: il Codacons chiede «avvertenze come per le sigarette sui prodotti a rischio», ed è una vera levata di scudi quella che arriva dall’ industria europea della lavorazione delle carni (Clitravi), che respinge al mittente la tesi sul rischio cancro per l’ uomo legato al consumo delle carni rosse e lavorate. Esistono «ampie prove scientifiche dei benefici del consumo di carne nell’ ambito di una dieta sana» e «la carne e i prodotti a base di carne sono una fonte essenziale di nutrienti», riferisce l’ organizzazione europea. Critico pure il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo: «I falsi allarmi lanciati sulla carne – avverte – mettono a rischio 180mila posti di lavoro in un settore chiave del Made in Italy a tavola, che vale da solo 32 miliardi di euro, un quinto dell’ intero agroalimentare tricolore».

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