10 Luglio 2012

Lo stress? Colpa della rinuncia alla vacanza. Metà degli italiani restano a casa

Lo stress? Colpa della rinuncia alla vacanza. Metà degli italiani restano a casa

Un italiano su due resterà a casa per l’ estate 2012. E chi partirà, nella maggior parte dei casi, non varcherà il confine nazionale. Secondo il Codacons saranno 27,8 milioni, pari al 46,1% della popolazione italiana (21,4 milioni over 18 e 6,4 under 18), gli italiani in vacanza quest’ estate, che effettueranno uno o più periodi di ferie con almeno un pernottamento fuori casa. Ma ciò che maggiormente balza all’ occhio è che il motivo principale di questa rinuncia è proprio lo ‘stress da vacanza’. Se un tempo questo periodo dell’ anno veniva visto come una liberazione, una valvola di sfogo, e rappresentava oltre che il relax anche l’ evasione, oggi pare che gli italiani vivano con ‘ansia da prestazione’ anche le ferie. È quanto emerge da uno studio condotto da HRD Training Group , la società di formazione di Roberto Re, su un campione di 500 persone intervistate, di età compresa fra i 18 e i 59 anni. Il dato più significativo che emerge dalla ricerca è che le vacanze vengono viste dal 37% del campione intervistato come causa di stress e che quindi non valga nemmeno la pena pianificarle. Quest’ anno quindi le vacanze saranno davvero ‘low cost’. Tanto low cost da non comportare nessun tipo di spesa per il soggiorno. Ciò che più incuriosisce è il dato che emerge di fronte alla domanda : ‘A cosa sei disposto a rinunciare per poter trascorrere un periodo di ferie?’. Il 19% risponde che preferisce declinare le cene fuori e più in generale lo svago in città per risparmiare prima della partenza, il 21% rinuncerebbe ai saldi di stagione, mentre un ulteriore 22% dichiara di optare per soggiorni meno costosi, scegliendo ad esempio il campeggio piuttosto che l’ albergo, proprio per non dover affrontare troppe rinunce nel periodo precedente. C’ è però un 37% che dichiara di aver deciso di astenersi dalle ferie, eliminando il problema alla radice. La motivazione? I sacrifici generano frustrazione e la frustrazione causa stress. Meglio restare in città e godersi la tranquillità delle metropoli semi-deserte ad agosto piuttosto che dover convivere con la necessità di fare i calcoli per ogni euro speso in vacanza. Ma quali sono le principali cause di frustrazione in vacanza , tanto insopportabili da spingere molti italiani a rinunciare alla partenza? In generale, la decisione scaturisce dall’ esigenza di dover calcolare al centesimo ogni minima spesa e di doversi così arrendere all’ evidenza che, una volta pagato vitto, alloggio e spese di viaggio non rimane quasi nulla per concedersi anche solo piccoli ‘extra’. Il 60% dei rinunciatari, infatti, dichiara di voler evitare proprio lo stress generato dal non potersi concedere nessun ‘lusso extra’, come un pranzo o una cena fuori, dovendosi quindi organizzare con pranzo al sacco e cene casalinghe. C’ è poi un 43% che mal tollera il doversi adattare alle spiagge libere, sempre più affollate e sporche, non potendosi permettere ombrellone e lettino. Un altro 29% del campione preferisce evitare le vacanze per non dover dire troppi ‘no’ ai figli, causando quindi un ulteriore delusione ai più piccoli. C’ è poi uno sparuto ma significativo 9% che dichiara di voler evitare il confronto con i ricchi che in vacanza stazionano su barche o in ristoranti di lusso, generando un senso di inadeguatezza ancora più profondo. ‘ In questi casi però la cura sembra essere peggiore della malattia ‘ – dichiara Roberto Re, fondatore e master Trainer di HRD. ‘Intanto perché mai ci si dovrebbe stressare per una vacanza? Se ti stressa andare allora vuol dire che sbagli approccio e modo di pensare. Ciò che genera preoccupazione non è la vacanza in sé: è il modo di vivere la cosa e cioè non vivere quello che è bello ma preoccuparsi di ciò che potrebbe accadere.’ ‘E’ chiaro che la questione oggi sia legata anche al discorso economico- prosegue Re- ma quello che spesso vedo io è che la gente, pur avendo le possibilità economiche per godersi la vacanza tradizionale, vive come momento di agitazione anche il confronto con il vicino di casa o con il conoscente che racconta di essere in procinto di fare una vacanza ad alti livelli’. Secondo Re, le regole per superare questo approccio e partire rilassati , anche se il portafogli langue, potrebbero essere riassunte in 10 punti: 1. Non preoccuparti per le piccole cose che tipicamente devi organizzare per la partenza e non agitarti al pensiero di ciò che potrebbe accadere sul posto, anticipando un eventuale problema. 2. Non pensare cose negative del tipo: ‘e se mi dimentico questo? ‘, ‘e se faccio tardi e perdo l’ aereo’? Evita di proiettare la mente su quello che potenzialmente può accadere di negativo (Focalizzarsi su cose di piccole entità le rende grandi e ce le fa apparire come difficilmente risolvibili) 3. Vivi la vacanza per quella che è. Non è lavoro! Non è un ‘devo’. Pensa che se stai andando in vacanza è perché ci vuoi andare. 4. Spesso anche la preparazione della valigia rappresenta una forte fonte di ansia . Questo atteggiamento è tipico della mania di controllo che molte persone hanno costantemente. Una persona che tende a fare un bagaglio portandosi dietro 100 mila cose lo fa perché crede in questo modo di gestire il controllo e quindi dimostra mancanza di sicurezza. 5. U n conto è essere organizzati e gestire una sorta di tabella di marcia p er evitare il traffico e per evitare ritardi scaturiti dal periodo di affollamento delle partenze, un altro è farsi prendere dal panico. Il terrore di perdere il treno è diverso dal prevedere un imprevisto di qualsiasi natura che ce lo faccia perdere. Se proprio non riesci a vincere questa paura allora prevedi già un piano b, qualora dovesse sopraggiungere un inconveniente del genere. 6. Non ti far condizionare da quello che ti dicono gli altri . L’ amico che è andato in quel tal posto e che ti dice cosa devi fare esattamente per evitare problemi, crea in te ulteriore ansia. Mai dare troppo ascolto alle personali opinioni perché corrispondono al modo in cui gli altri vivono le proprie esperienze. Ok informarsi bene sul posto in cui si va ma mai farsi condizionare assorbendo paure e preoccupazioni altrui. 7. Impara a sperimentare e a conoscere totalmente le caratteristiche del posto in cui vai . Il cibo non sarà lo stesso, abituati a scoprire anche gli usi di un altro Paese. Non occorre portarsi dietro gli spaghetti e l’ olio extravergine di oliva! 8. Vivi il viaggio da viaggiatore. Parti con il minimo indispensabile . Il tuo atteggiamento deve essere quello di chi sa e ha voglia di scoprire. Esci dalla tua zona di comfort, dai tuoi schemi e non cercare a tutti i costi di voler portare le tue abitudini dovunque tu vada. Non portare casa tua da un’ altra parte significa crescere come individui. 9. P er le fanatiche della linea: rilassati in vacanza p erché se segui le tue sane abitudini anche durante la vacanza difficilmente prenderai peso e potrai addirittura rientrare più in forma (vedi benefici della tipica vacanza al mare, sole, abbronzatura e fisico più tonico) 10. A llena la tua mente anche in vacanza o durante il viaggio: porta con te il tuo libro e le tue letture preferite in modo da rilassarti in modo costruttivo. Venendo infine al significato attribuito alla vacanza, che cambia notevolmente a seconda dell’ età degli intervistati , il 25% individua nella vacanza un momento per trascorrere un periodo di meritato riposo dopo un duro anno di lavoro, mentre per un altro 32% rappresenta l’ opportunità per scoprire posti nuovi e culture differenti. Il 23% ritiene che andare in ferie significhi riunirsi con la famiglia, o più in generale con parenti e amici, mentre per il 27% del campione, soprattutto al di sotto dei 25 anni, vacanza significa puro divertimento (e non riposo). Il 18% degli intervistati, infine, ritiene che si tratti di un momento per frequentare corsi di aggiornamento, di crescita personale o per praticare sport estremi.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this