22 Maggio 2020

Lo spettro del caro caffè e la Fase 2 Ma nei nostri bar il prezzo è giusto

in alcune parti della penisola si arriva a un euro e 50, vette non raggiunte nei locali del territorio condelli: «la qualità del prodotto ha un costo. per questo alla categoria servono aiuti dallo stato»
di Tommaso Carmignani EMPOLI E’ di questi giorni la polemica rilanciata dal Codacons relativa all’ aumento del prezzo del caffè, che in alcune zone d’ Italia sarebbe arrivato a costare 1,30 o addirittura 1,50 euro a tazzina. I rincari sarebbero scattati in concomitanza con l’ inizio della ‘Fase 2′ per bar e ristoranti, cioè con la loro riapertura al pubblico. Apriti cielo. Da un lato l’ associazione dei consumatori, pronta a denunciare il tentativo di far pagare i mesi di chiusura ai clienti, dall’ altro la difesa della categoria che rivendica la qualità del prodotto e sostiene come il prezzo di un caffè fosse troppo basso già prima del Covid. «È un vero e proprio scandalo che commercianti ed esercenti scarichino i mancati guadagni e i maggiori costi legati al Coronavirus sui consumatori finali», ha dichiarato il presidente del Codacons Carlo Rienzi, che ha aggiunto: «Speriamo si tratti di situazioni isolate, e che gli esercenti non decidano in massa di ritoccare i listini per rifarsi dei minori guadagni e dei costi di sanificazione dei locali». In realtà va detto che i primi rincari si erano verificati già a gennaio, quando il virus non era nemmeno un’ ipotesi e quello di una pandemia mondiale sembrava davvero l’ ultimo dei pensieri. Il Covid19 c’ entra insomma fino a un certo punto, perché quella sul prezzo del caffè al banco in Italia è, come detto, una battaglia che va avanti da anni. E mentre in alcune parti d’ Italia il costo sale addirittura fino a 1,50 euro che succede ad Empoli? In città, per adesso, non si registrano aumenti nel prezzo medio della tazzina, almeno non nei principali bar del centro che hanno riaperto al pubblico lunedì. Al Vinegar di piazza della Vittoria, ad esempio, un caffè costa ancora 1,10 euro. Stesso discorso se ci si sposta di qualche centinaio di metri fino alla pasticceria Gaggioli e Vezzosi: anche in questo caso il prezzo di una tazzina è di 1,10 euro. Servono invece 10 centesimi in più al bar Vittoria, mentre al Ci Risiamo di via Roma si torna a 1,10 euro. Nessuno, quindi, sembra aver deciso di ricaricare sul prodotto per eccellenza che di solito si consuma nei bar di tutta Italia i costi e le perdite accumulate in questi mesi, ma non è escluso che nelle prossime settimane qualcosa cambi. «La materia prima – dice Eros Condelli, titolare del bar Vittoria e rappresentante dell’ associazione Centro Storico – ha un prezzo medio di 12 euro al chilo, che sale fino a 28 nel caso in cui, come da noi, si decida di utilizzare una miscela unica e personalizzata. Per chi ha investito tanto nella caffetteria, la qualità è un imperativo è un costo di 1,20 euro a tazzina non è assolutamente spropositato. Per adesso non abbiamo deciso di rincararlo, ma se dallo Stato non arriveranno aiuti non escludo che anche i bar di Empoli si adeguino a quanto sta accadendo nel resto d’ Italia». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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