16 Aprile 2019

Lo spauracchio dell’ Iva «Sarebbe un danno per imprese e famiglie»

possibile aumento giorgioni (cdo): «giù i consumi con conseguenze su tutto il sistema economico» bazzi (confesercenti): «inevitabile un impatto negativo»
L’ ipotesi di un aumento dell’ Iva con la prossima legge di Bilancio non è scongiurata. Fra dichiarazioni sulle «virtù di un’ imposta più spostata sui consumi che sulle persone» (quindi giù l’ Irpef e su l’ Iva), come detto nei giorni scorsi dal ministro dell’ Economia Giovanni Tria con l’ aggiunta che però «si tratta di una posizione scientifica e non di una decisione politica», e un Def che, di fatto, ci ricorda che a saldo fra tagli di spesa e aumenti sul triennio le tasse cresceranno di due miliardi di euro, imprese e consumatori sembrano aspettarsi il peggio. Prospettive incerte «Al di là del peso economico di un aumento, che ovviamente ricadrebbe anche sulle imprese – afferma il presidente della Cdo di Lecco, Marco Giorgioni – siamo preoccupati soprattutto per la confusione e l’ incertezza di questo periodo, e non mi riferisco solo alle questioni strettamente legate al Governo ma all’ andamento generale del Paese. Al di là delle percentuali in cui aumenterà o meno l’ Iva, cosa che pure ha la sua importanza per famiglie e imprese, sull’ argomento arriva un messaggio che rischia di deprimere in anticipo i consumi. Ciò – aggiunge Giorgioni – non può che aumentare le preoccupazioni per una direzione che va contro il sostegno al potere d’ acquisto». Per la Cdo la questione supera l’ aspetto economico ma parte dall’ impresa e arriva alla famiglia, due realtà che «nella nostra società non sono alternative, bensì complementari e cuore del tessuto sociale nazionale». Giorgioni sottolinea come aumentare le tasse sui consumi significhi il contrario dell’ attuare una politica per le famiglie: «Diminuire per le famiglie la possibilità economica di accedere ai beni fondamentali significa indebolirle, mentre per l’ economia di un Paese un nucleo famigliare forte è tutto. E per le aziende è una penalizzazione molto sbagliata – conclude – in un Paese in cui l’ economia è ancora fortemente manifatturiera». Costo annuo Nei giorni scorsi a mettere in fila i costi per le famiglie da un eventuale aumento dell’ Iva sono state le associazioni dei consumatori, con Federconsumatori e Codacons che hanno mostrato come il costo annuo aggiuntivo in più per una famiglia si aggiri sui 1200 euro l’ anno: «L’ impressione – ci dice il presidente di Federconsumatori Lecco, Alfredo Licini – è che sull’ aumento dell’ Iva nemmeno il Governo sa come andrà a finire. Ora ci sono dichiarazioni contrastanti perché non si vogliono effetti sull’ elettorato in vista del voto europeo, ma dopo potranno arrivare delle sorprese. Siamo preoccupati – aggiunge – per quelli che saranno gli aumenti reali dei costi dei prodotti, perché aumentare l’ Iva sul prodotto finale significa mettere in moto aumenti su tutto ciò che sta dietro a un prodotto, trasporti e carburanti compresi. Ovviamente come Federconsumatori ci opporremo agli aumenti». Fra i più preoccupati sugli effetti di un rialzo dell’ Iva ci sono i commercianti, che si aspettano «un impatto immediato e negativo – afferma Lionello Bazzi, presidente di Confesercenti – sulle nostre imprese. Se la flat tax si riversa in un aumento dell’ Iva ciò non è certo una buona notizia per le famiglie».
maria g. della vecchia

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