3 Settembre 2003

LO SPAMMING E’ REATO

    Lo spamming è reato

    L’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, dopo essersi più volte occupata della problematica relativa all’invio massiccio ed indiscriminato di e-mail senza il consenso degli interessati, in un comunicato stampa del 03 settembre 2003, ha chiarito che lo spamming a fini di profitto è un reato. Con questa attività, infatti, specie se sistematica ed effettuata a fini di profitto, si viola anche una norma penale ed il fatto può essere denunciato all’autorità giudiziaria.
    Sono previste, diverse sanzioni: chi viola le disposizioni di legge rischia una "multa", fino a 90mila euro; vi è poi la reclusione, da 6 mesi a 3 anni, qualora l’uso illecito dei dati sia stato effettuato al fine di trarne per sé o per altri un profitto o per arrecare ad altri un danno. E’ prevista, inoltre, anche la sanzione accessoria della pubblicazione della pronuncia penale di condanna o dell’ordinanza amministrativa di ingiunzione. Tutto ciò senza considerare le ulteriori conseguenze quali l’eventuale risarcimento del danno ed il pagamento delle spese legali sostenute nelle controversie giudiziarie o amministrative. Il Garante per la privacy, in particolare, dopo aver ribadito che la circostanza che l’indirizzo di posta elettronica sia conoscibile di fatto da una pluralità di soggetti non lo rende liberamente utilizzabile (si confrontino al riguardo anche le pagine 119 e 120 della relazione per l’attività svolta nel 2002), ha ricordato che lo spamming non è solo una fastidiosa ingerenza nella sfera personale, ma comporta spese ingenti, in termini di tempo, di costi di utilizzazione della linea telefonica, di misure per contrastare virus, tentate truffe, messaggi e immagini inadatti a minori.
    Sul sito web del Garante, all’indirizzo http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=29840, è possibile consultare, poi, il provvedimento generale dell’Autorità sullo spamming, del 29 maggio 2003, che indica le misure che gli operatori del settore devono adottare al fine di conformarsi alla disciplina generale sull’uso dei dati personali, specie nel settore delle comunicazioni (la legge 31 dicembre 1996, n. 675, il decreto legislativo 13 maggio 1998, n. 171 ed il decreto legislativo 22 maggio 1999, n. 185).
    Occorre segnalare, infine, che è stato da poco pubblicato il Codice in materia di protezione dei dati personali, il decreto legislativo n. 196/2003: il testo unico che introduce maggiori garanzie per i cittadini e riunisce in unico contesto la legge 675/1996 e gli altri decreti legislativi, regolamenti e codici deontologici che si sono succeduti in questi anni, e che entrerà i vigore quasi integralmente il 1 gennaio 2004 (newsletter del Garante n. 176 del 23 giugno – 6 luglio 2003, http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=195028). Gli indirizzi e-mail, quindi, non sono "pubblici"; per inviare messaggi pubblicitari è necessario il consenso informato del destinatario.

    Avv. Gianluca Di Ascenzo
    Maggiori informazioni su http://www.garanteprivacy.it/garante/navig/jsp/index.jsp?folderpath=Comunicati+stampa%2F2003
     

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