8 Maggio 2014

«Lo scuolabus di Duino sia gratuito»

«Lo scuolabus di Duino sia gratuito»

di Tiziana Carpinelli  DUINO AURISINA Il trasporto scolastico? Deve essere “gratuito, sicuro e obbligatorio”. Il recente dibattito scaturito da una petizione che chiedeva, tra le altre cose, l’ introduzione dello scuolabus per l’ istituto di Santa Croce, ricadente su suolo triestino ma di competenza didattica locale in quanto rientrante nel comprensivo di Duino Aurisina, si arricchisce di un nuovo tassello. Il presidente della Seconda commissione consiliare Maurizio Rozza, infatti, ha compiuto delle ricerche e si è imbattuto in un documento del Codacons nazionale stando al quale l’ ente (Comune o Provincia) dovrebbe garantire e gestire un servizio di trasporto gratuito per gli alunni della scuola materna e della scuola dell’ obbligo. E ciò, sostiene Rozza, «a maggior ragione quando l’ istituto si trova a distanze più periferiche, come il plesso di Santa Croce, per le oggettive difficoltà delle famiglie a conciliare il lavoro con l’ istruzione dei figli». Il parere del Codacons si rifà a quanto prescritto da un decreto ministeriale di quasi 40 anni fa (Lavori pubblici con Pubblica istruzione – 18/12/75), che oltre a stabilire le caratteristiche dell’ edilizia scolastica fissava i principi di localizzazione dei plessi, stabilendone le distanze e i tempi massimi di percorrenza (per la materna 300 mt e un lasso non previsto, elementari 500 mt e 15 minuti, medie inferiori 1000 mt e 15-30 minuti). Nello stesso decreto, al fine di evitare un eccessivo frazionamento delle attrezzature, inopportuno sotto il profilo didattico ed economico, veniva “ammessa una deroga purché l’ ente obbligato (Comuni e Provincie) istituzionalizzi e gestisca un servizio di trasporto gratuito per gli alunni della scuola materna e della scuola dell’ obbligo”. «Ebbene nonostante siano intervenute modifiche legislative, stando al Codacons – sottolinea Rozza -, tali principi e indici restano ancora in vigore». Insomma pur se il decreto risulta abolito, il fatto che il Ministero della Pubblica istruzione «non abbia ancora emanato le norme quadro né le Regioni e le Province autonome abbiano fatto altrettanto, fa sì che gli enti debbano comunque prendere in considerazione tali indici». Questo in sostanza perché non è ammissibile il vuoto normativo. «La questione non è pacifica – prosegue Rozza – perché in alcuni pronunciamenti la Corte dei Conti ha stabilito che lo scuolabus è un servizio a domanda individuale, dunque con una copertura dei costi, se non erro, al 36% per l’ ente locale e la rimanente parte a carico del cittadino. D’ altro canto il Consiglio di Stato ha stabilito che il trasporto didattico si configura come integrazione al diritto costituzionale di istruzione. E politicamente, visto che il centrosinistra, schieramento di cui faccio parte, sostiene la valenza di un tale diritto costituzionale – precisa -, credo che garantire lo scuolabus a tutti sia importante, alla luce anche della crisi economica e occupazionale delle famiglie. Vale la pena citare il caso della Carnia, dove la dispersione è maggiore, che eroga il servizio gratis. Come Comune dobbiamo garantire il diritto delle madri lavoratrici a mantenere il posto e quello dei bambini ad accedere agevolmente alle strutture». «È altresì essenziale – conclude Rozza – riflettere sulla frammentazione delle strutture e una loro razionalizzazione: l’ attuale impianto sarà sempre meno sostenibile e a rischio collasso. La politica non può attendere il botto, ma accompagnare l’ evoluzione apportando soluzioni. L’ accorpamento non può essere un tabù: bisogna ascoltare le comunità, dal basso, e partire da dove c’ è adesione». ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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