Lo scooter alza bandiera bianca? Non sia mai detto
-
fonte:
- Il Messaggero
Via Pinciana, c`è la coda, le automobili occupano le due corsie dirette a via Veneto o al Muro Torto. Sono in trappola anche gli scooteristi che fanno lo slalom fra un paraurti e l`altro, sfiorano gli specchietti e fanno la barba alle lamiere del muro di macchine per guadagnare posizioni. Di qui non si passa. Lo scooter alza bandiera bianca? Non sia mai detto: ecco il primo Scarabeo che svicola sulla sinistra, sale sul marciapiede e corre, supera la fila, evita qualche pedone, sfiora un lavavetri. Un pazzo solitario? Macché, dietro si è creata la fila degli scooter che percorrono decine di metri sul marciapiede pur di saltare la coda. Rientrano su strada proprio all`altezza del semaforo, sfuggendo così allo sguardo dei vigili urbani. Roma è anche questo: i motorini non solo parcheggiano sui marciapiedi. No, ormai è stata sdoganata un`altra manovra: i motorini usano i marciapiedi come strade, aiutati dagli scivoli realizzati per le sedie a rotelle dei disabili o per i passeggini dei bambini. “Sa qual è il problema vero? – s`infervora Vito De Russis, leader dell`Associazione diritti del pedone – Questo tipo di comportamento è stato incoraggiato. Nel piano generale del traffico del Comune sono individuate delle aree, sopra i marciapiedi, dove i motorini possono sostare. Ma se al motorino consenti di parcheggiare sul marciapiede allora gli dai via libera totale. In questa città lo spazio del pedone è ogni giorno più ristretto. Il fenomeno non è stato stroncato fin dall`inizio e ora è troppo tardi, è un chiaro caso di inquinamento culturale: il marciapiede non è più un marciapiede, un`area riservata a chi va piedi“. Carlo Buttarelli, a capo del I Gruppo della Municipale, prova a distinguere: “Non accomunerei chi parcheggia sul marciapiede, nelle aree previste sia chiaro, con chi vi scorrazza. Il primo spesso porta il motorino nell`area riservata a mano. Il secondo invece corre con le due ruote dove si dovrebbe solo camminare. Ma non è facile intervenire: se lo scooterista vede la divisa ovviamente evita di salire sul marciapiede. Quando ero comandante al settimo gruppo, c`era un marciapiede regolarmente usato dai motorini sulla Casilina, nei pressi di una scuola. Abbiamo dovuto organizzare una squadra in borghese per tutelare la sicurezza degli scolari“. Gli esempi di marciapiedi trasformati nella pista di Vallelunga sono numerosi: casi di scuola sono quello del marciapiede di via Azuni e piazzale della Marina, poco prima di piazzale Flaminio. Ancora: i ponti sul Tevere. Il Ponte delle Valli, a Montesacro. Carlo Rienzi, storico presidente del Codacons, da mesi ha lanciato una crociata contro i motorini che colonizzano i marciapiedi. Racconta: “Ho presentato numerose denunce alla magistratura, ho chiesto l`intervento dei vigili urbani. Ma alla fine si fa poco o nulla“. Un mese fa Rienzi aveva puntato il dito su un caso specifico, proprio quello della zona di piazza della Marina: “Non solo la presenza di motocicli parcheggiati sui marciapiedi rende oramai invivibile la città – aveva spiegato Rienzi – ma in alcune zone di Roma i centauri hanno scelto i marciapiedi come corsia di marcia, molto più comodi e veloci grazie all`assenza di automobili in coda. Ci rivolgeremo alla Procura“. Secondo le rilevazione del Codacons in via Azuni “la frequenza del passaggio di motocicli nelle ore di punta è di 10 mezzi al minuto, che percorrono il marciapiede a una velocità di 30-50 km/h“. E gli scooteristi cosa pensano? Spiega Riccardo Forte, del Coordinamento motociclisti: “Sulle strade di Roma, purtroppo, maleducazione e aggressività, sono sempre più diffuse. Vale per tutte le categorie. Chi va sullo scooter si nota di più, tutto qui. Ma è un comportamento che si può solo spiegare, non certo giustificare“.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VARIE
