18 Luglio 2017

Lo scontro Trenitalia: «Rimborsi dei biglietti» Il Codacons: «Non basta ora indennizzi o class action»

centinaia di passeggeri partiti dal sud al buio e senza aria nei vagoni bloccati
Tre ore in trappola sul Frecciarossa guasto, bloccato in una galleria a 16 chilometri da Firenze. Tanti i passeggeri partiti da Napoli. Un inferno nel buio tra malori, sete, paura, mancanza di circolazione dell’ aria. Il tutto nelle ore più calde, con i finestrini chiusi, senza aria condizionata né luce e senza informazioni su cosa stesse accadendo. Un incubo. E a rendere più difficile l’ esperienza delle centinaia di passeggeri in viaggio sul Frecciarossa partito ieri mattina da Salerno e diretto a Milano dove sarebbe dovuto arrivare alle 11.40 le elevate temperature che hanno reso i vagoni roventi. E il personale di bordo impossibilitato o impreparato ad aiutare i passeggeri. E senza altri soccorsi nonostante Firenze Santa Maria Novella fosse a solo 16 chilometri. Che incubo per i viaggiatori intrappolati sull’ ETR 500 tra Firenze Castello e San Piero a Sieve, direzione Bologna. Il guasto individuato soltanto a distanza di ore dall’ accaduto, ma le cui cause sono ancora in corso di classificazione ha provocato lo stop del convoglio in una delle prime gallerie del Mugello. Erano passate da pochi minuti le 10: la disavventura – è stata una escalation. Prima è mancata la corrente elettrica: nessuna informazione ufficiale da parte del personale, semplicemente un’ evidenza constatata dai passeggeri derivante dalla impossibilità di caricare i dispositivi elettronici attraverso le prese di ciascun posto a sedere. Poi è stata la volta dello stop all’ aria condizionata: l’ atmosfera a bordo si è fatta sempre più rovente, aggravata dall’ abbassamento dell’ illuminazione che ha gettato nel panico molti passeggeri. Qualcuno ha aperto le porte per riuscire a respirare e a catturare un po’ di ossigeno: su Twitter una lunga serie di messaggi di panico, qualcuno ha raccontato in diretta di una donna colpita da malore. Dopo circa trenta minuti, il passaparola a bordo ha lasciato trapelare la notizia di un guasto al locomotore. Poi, l’ arrivo di un locomotore di soccorso, che ha agganciato il convoglio e dopo le 13 lo ha riportato a Firenze, dove un treno sostitutivo con beni di conforto a bordo attendeva chi aveva motivo di proseguire il viaggio, ripreso alle 14. Una circostanza che non riguardava tutti, però: il ritardo ormai accumulato 220 minuti – rendeva per molti inutile raggiungere l’ originaria destinazione. Impossibile anche convertire in modo immediato il biglietto, per chi ha deciso di fare dietro front: l’ operazione sarebbe stata possibile solo alla biglietteria centrale, così a molti è toccato fare un nuovo biglietto. Al di là del danno economico, resta per centinaia di passeggeri la rabbia e l’ incubo. Ma cosa è accaduto al treno? «Si è trattato della rottura di più apparecchiature che hanno reso inutilizzabile il sistema ausiliario – spiega Pietro Diamantini, ingegnere responsabile dell’ Esercizio Long Haul di Trenitalia – è un evento raro, ma possibile. Nessuna assenza di manutenzione, che è costante e quotidiana, ma naturale mortalità di componenti elettronici. Può capitare – insiste l’ ingegnere – che il guasto avvenga in un punto del sistema in cui diventa bloccante e rende inutilizzabile il treno nella sua interezza. Non hanno facilitato la velocizzazione delle operazioni il luogo in cui è avvenuto né la circostanza per cui erano state aperte le porte. Una reazione comprensibile, ma che ha rallentato la messa in sicurezza prima della ripartenza». Trenitalia ha comunicato che ci sarà il rimborso integrale per tutti i passeggeri ripartiti da Firenze verso le stazioni di Bologna e Milano, ma per i protagonisti di questo incubo su rotaia è meno di una magra consolazione. IL danno è molto più alto. La paura impagabile. Sulla vicenda è intervenuto anche il Codacons, che chiede a gran voce «un risarcimento monetario per i danni morali e materiali subiti». «Parlare solo di rimborsi dei biglietti è offensivo per tutti quei passeggeri costretti a rimanere per ore in galleria in attesa di essere portati a destinazione – ha detto il presidente Carlo Rienzi – I viaggiatori hanno subito danni così evidenti che Trenitalia deve disporre immediatamente indennizzi automatici in loro favore. In caso contrario sarà inevitabile una class action». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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